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Previdenza

21/03/2018



E' stata da poco presentata la quinta edizione del Rapporto su “Il Bilancio del Sistema Previdenziale italiano-Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell'assistenza per l'anno 2016” curato dal Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali.
Il Quinto rapporto, che si pone l'obiettivo di fornire sia una visione d'insieme del sistema previdenziale nel nostro paese che una riclassificazione della spesa pensionistica e assistenziale all'interno del bilancio dello Stato, offre elementi di particolare interesse per un'analisi di carattere internazionale sulla materia.
In una sezione specifica, infatti, fornisce prima i dati relativi alle prestazioni in regime di totalizzazione internazionale e alle pensioni in regime nazionale pagate a cittadini italiani o stranieri residenti all'estero; poi, quelli sulle prestazioni previdenziali e assistenziali erogate in Italia ai cittadini stranieri (extracomunitari e neo-comunitari).

Prestazioni in regime di totalizzazione internazionale e pensioni in regime nazionale pagate a cittadini italiani o stranieri residenti all'estero. Fiscalità

Apprendiamo che, nel 2016, l'INPS ha pagato all'estero un totale di 373.265 pensioni in circa 160 Paesi, per un importo complessivo di 1.057.428.587 euro.
Di queste, l'82,6% (308.182 prestazioni) è stato erogato a cittadini italiani, mentre il 17,4% (65.083 prestazioni) a cittadini stranieri.
Delle pensioni pagate ai nostri connazionali, il 45% (138.576 prestazioni) sono state pagate in Europa, il 29,8% (91.920 prestazioni) in America settentrionale; il 14,7% (45.266 prestazioni) in Oceania; il 9,6% (29.490 prestazioni) in America meridionale; e il restante 0,9% è suddiviso tra Africa (1.726 prestazioni), Asia (528 prestazioni) e America centrale (677 prestazioni).
Il 48,83% del numero complessivo delle prestazioni pagate all'estero (sia a cittadini italiani che a cittadini stranieri) è erogato a soggetti residenti in Europa; il 25,88% a soggetti residenti in America Settentrionale; il 12,75% a soggetti residenti in Oceania e l'11,10% a soggetti residenti in America meridionale.
Il dato delle 373.265 pensioni può essere ulteriormente analizzato se lo si consideri per tipologia di prestazione: il 60,9% consiste in pensioni di vecchiaia e il 35,5% in pensioni ai superstiti; il restante 3,6% sono pensioni di invalidità.

Regime di convenzione internazionale e regime nazionale

L'84% del totale delle pensioni pagate all'estero (313.728 prestazioni per un importo complessivo di 498.243.756 euro) è calcolato in “regime di convenzione internazionale”: ciò vuol dire che il lavoratore ha versato parte dei contributi in Italia e parte in un Paese estero e le convenzioni internazionali stipulate tra Italia e altri Paesi consentono di poterli totalizzare.
Il restante 16% (59.537 prestazioni per un totale di 559.184.831 euro) è calcolato in “regime nazionale”, il che significa che l'intera contribuzione è stata versata in Italia.

Fiscalità

Un nuovo fenomeno è quello dell'attuale emigrazione dei pensionati italiani che si stabiliscono all'estero per motivi legati al costo della vita e per vantaggi fiscali.
I pensionati che cercano all'estero un costo della vita più basso hanno in genere pensioni di importo modesto, integrate al minimo o con maggiorazione sociale, per le quali non si cerca l'applicazione delle Convenzioni contro la doppia imposizione fiscale, in quanto già esenti da tassazione in Italia.
I pensionati che cercano all'estero dei vantaggi fiscali hanno in genere pensioni di importo medio-alto (con aliquota marginale al 43%), in quanto il trasferimento nel paese estero porta ad un'incidenza del carico fiscale sensibilmente inferiore o addirittura nulla. Con alcuni paesi sono infatti previste convenzioni che evitano la doppia imposizione, per cui il pensionato che vi risiede per più di sei mesi può chiedere all'INPS la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza), oppure l'applicazione del trattamento fiscale più favorevole (es. imposizione fiscale in Italia solo in caso di superamento di determinate soglie di esenzione). In questi casi l'INPS mette in pagamento la pensione al lordo della tassazione, che viene successivamente applicata secondo il regime fiscale del Paese estero di residenza.


Pensioni detassate 2016

Nel periodo d'imposta 2016 è stata richiesta l'applicazione delle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni per 55.238 pensioni (il 14,8% del totale pagato all'estero). Nello stesso anno, i sei Paesi, in ordine decrescente, con la maggiore concentrazione di pensionati detassati totalmente o parzialmente sono stati l'Australia, la Germania, la Svizzera, il Canada, il Belgio e l'Austria.

Le prestazioni previdenziali e assistenziali erogate ai cittadini stranieri in Italia (extracomunitari e neo-comunitari)

Cittadini extracomunitari

Tra i cittadini extracomunitari presenti nel nostro paese (provenienti da circa 100 paesi e noti all'INPS sia perché lavorano e contribuiscono sia perché percepiscono prestazioni) le ultime stime disponibili (dato 2015) rilevano un numero di 1.948.260 lavoratori e di 81.619 pensionati.
Di questi ultimi il 61,1% percepisce pensioni assistenziali (49.852 pensionati di invalidità civile o assegno sociale), l'11,1% ha rendite indennitarie INAIL (9.071 pensionati), il 21,2% (17.277) pensioni IVS (invalidità, vecchiaia o superstiti) e il restante 6,6% con più di una pensione di categorie miste.
La spesa previdenziale annua è di circa 571 milioni di euro.
I percettori di prestazioni a sostegno del reddito (percettori di indennità di disoccupazione NASpI, ASpI, MiniASpI e mobilità) invece sono 113.458: tale numero, rispetto al 2009, è quasi raddoppiato.

Cittadini neo-comunitari

Tra i cittadini neo-comunitari (coloro che cioè provengono dagli 11 Paesi dell'Europa dell'Est entrati a far parte dell'Unione Europea dal 2004 in poi; Romania, Polonia, Bulgaria, Slovacchia, Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Lituania, Lettonia, Estonia) il numero dei lavoratori è rimasto pressoché costante tra il 2009 (852.255) e il 2015 (867.033); i pensionati invece – tenendo sempre in considerazione lo stesso arco di tempo − sono più che raddoppiati, passando da 13.057 nel 2009 a 28.869 nel 2015.
Procedendo con un'analisi per tipologia di pensione si scopre che i 28.869 pensionati neo-comunitari ricevono il 51,4% di pensioni di tipo assistenziale; l'8,3% di rendite INAIL, il 33,6% di pensioni IVS (invalidità, vecchiaia o superstiti) e il restante 6,7% sono pensionati a tipologia mista con più di una pensione. 
La spesa previdenziale annua è di circa 243 milioni di euro.
I percettori di prestazioni a sostegno del reddito nel 2009 erano 18.316; nel 2015 sono diventati 65.468.