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Incontro al Ministero del Lavoro-flessibilità nell'accesso alla pensione

10/02/2020


Si è tenuto questa mattina il quarto incontro al Ministero del Lavoro per la riforma del sistema previdenziale. Erano presenti il Capo di Gabinetto del Ministero, dirigenti del dicastero, rappresentanti del MEF e dell’INPS.  

La Cisl ha ribadito la richiesta di un sistema pensionistico flessibile che recuperi vera solidarietà consentendo alle persone di andare in pensione a partire dall’età di 62 anni, escludendo che ciò possa avvenire con ipotesi di ricalcolo interamente contributivo che finirebbe per penalizzare le generazioni già più colpite dalle ultime riforme. 

Nel disegnare uno scenario, strutturale, che apra il sistema previdenziale verso una maggiore flessibilità è anche necessario consentire a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi, tenere conto del lavoro di cura che incide in particolare sull’occupazione femminile, riconoscendo al lavoro delle donne la compensazione di un anno di anticipo per figlio rispetto all’età pensionabile. Così come dovrà essere data strutturalità all’Ape sociale. Inoltre, è importante superare l’automatico incremento dei requisiti pensionistici per aspettativa di vita
prevedendo di rimandare il tema al negoziato con le parti sociali.   

Il periodo successivo alla scadenza di “quota 100”, che per i sindacati deve essere confermata fino alla naturale scadenza nel 2021, deve strutturare un meccanismo che consenta di gestire in modo equilibrato il “salto” che si produrrebbe con un rientro improvviso nelle regole
pensionistiche della legge Fornero.   

La Cisl ha anche chiesto l’urgente convocazione delle Commissioni di studio per i lavori gravosi e per l’analisi della spesa previdenziale e assistenziale e il Capo di Gabinetto del Ministero ha assicurato che il decreto verrà emanato a breve. 

Inoltre, la Cisl ha raccomandato al Governo chiarezza sulle risorse disponibili e sulle platee coinvolte. In tal senso è stato sollecitato che il Ministero, attraverso l’INPS, renda disponibili i dati relativi alle platee di riferimento, le ipotesi dei costi previdenziali e ogni utile elemento
finalizzato ad agevolare il negoziato. Il nodo delle risorse deve essere sciolto avendo come punto di riferimento l’enorme risparmio garantito dalle riforme pensionistiche attuate fino a oggi, così come dovrà essere utilizzato in previdenza quanto recuperato dalla lotta all’evasione contributiva.

Il Capo di Gabinetto ha concluso l’incontro confermando la disponibilità a procedere con elaborazioni che tengano conto delle richieste formulate dai sindacati.