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Rivalutazione pensioni

31/03/2020


L''Inps ha proceduto ai rinnovi delle pensioni per l'anno 2020 prima dell'emanazione della legge di Bilancio per il 2020, al fine di emettere in tempo, con la rata di gennaio 2020, i mandati di pagamento delle pensioni con i nuovi importi.

La legge di Bilancio 2020 ha infatti introdotto un nuovo meccanismo di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici per il triennio 2019-2021, parzialmente diverso da quello applicato dall'Istituto in fase di rinnovo 2020 e consistente nell'eliminazione della fascia di rivalutazione dei trattamenti compresi fra tre e quattro volte il trattamento minimo, che viene accorpata alla fascia di rivalutazione pari al 100% dell'indice di rivalutazione.

Di conseguenza, l'Inps ha effettuato una seconda operazione di rivalutazione alla luce della nuova previsione legislativa, illustrandone i criteri e aggiornando le tabelle dei rinnovi.

Di seguito riportiamo, in base all'indice provvisorio di perequazione pari allo 0,4% applicato dall'Istituto, le percentuali di aumento applicabili ai trattamenti pensionistici a decorrere dal 1° gennaio 2020, con le relative fasce di garanzia.

Tali fasce sono costruite in base all'importo del trattamento minimo mensile dell'anno 2019, pari a 513,01 euro. L'adeguamento, riconosciuto per fasce di importo complessivo dei trattamenti pensionistici al lordo di cui il soggetto è titolare, rispettivamente nella misura del:

100% per trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a quattro volte il minimo Inps (da € 0 a € 2.052,05). Per la norma di salvaguardia la rivalutazione spetta fino a concorrenza del predetto limite maggiorato, ossia, fino ad € 2.060,24;

77% (= 0,308% dello 0,4%) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a 4 volte il minimo Inps e pari o inferiori a 5 volte il trattamento minimo (da € 2.052,05 a € 2.565,05). Per la norma di salvaguardia la rivalutazione spetta fino a concorrenza del predetto limite maggiorato, ossia, fino a € 2.572,95;

52% (= 0,208% dello 0,4%) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a 5 volte il minimo Inps e pari o inferiori a 6 volte il trattamento minimo (da € 2.565,06 a € 3.078,07). Per la norma di salvaguardia la rivalutazione spetta fino a concorrenza del predetto limite maggiorato, ossia, fino a € 3.084,46;

47% (= 0,188% dello 0,4%%) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a 6 volte il minimo Inps e pari o inferiori a 8 volte il trattamento minimo (da € 3.078,08 a € 4.104,08.). Per la norma di salvaguardia la rivalutazione spetta fino a concorrenza del predetto limite maggiorato, ossia, fino a € 4.411,80;

45% (= 0,180% dello 0,4%) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a 8 volte il minimo Inps e pari o inferiori a 9 volte il trattamento minimo (da € 4.104,09 a € 4.617,09). Per la norma di salvaguardia la rivalutazione spetta fino a concorrenza del predetto limite maggiorato, ossia, fino a € 4.625,40;

40% (= 0,160% dello 0,4%) per i trattamenti complessivamente superiori a 9 volte il trattamento minimo Inps (dai € 4.617,10 in su).

Rammentiamo che, dalla prossima mensilità di aprile, saranno interessati a questa seconda operazione di rivalutazione solo i titolari di trattamenti previdenziali di importo complessivo lordo compreso fra le tre e quattro volte il trattamento minimo Inps, vale a dire, fra i 1.539,04 euro e i 2.052,04 euro lordi.

Con il rateo di aprile, oltre all'adeguamento dell'importo corrente, sarà corrisposta la differenza relativa ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2020. In questa occasione l'Inps ha inoltre provveduto a calcolare la differenza di IRPEF applicata sulle maggiori somme dovute.


Si  ringrazia la FNP CISL  

fonte sito FNP - sito www.pensionati.cisl.it