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Fase 2 come e quando

21/04/2020


Lo scorso 18 aprile si è svolta la cabina di regia Governo-Regioni-Enti locali per l'emergenza Covid-19, nel corso della quale la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha posto al Governo alcune questioni relative alla "fase 2" e su come affrontare al meglio la riapertura.

Nello specifico si sono focalizzate 4 aree:

1. Coordinamento delle fasi della "ripartenza"

Si chiede l'adozione di linee guida nazionali, previo accordo con le parti sociali, che fissino le regole di carattere generale per la riapertura secondo fasi ben precise e graduali, lasciando autonomia alle Regioni per contemplare le singole specificità regionali in ordine agli aspetti relativi ai dati geografici, economici e sociali. Si dovranno definire modalità (dispositivi di protezione individuale, test, app, ecc.) omogenee su tutto il territorio nazionale per evitare confusione. È opportuno valutare l'obbligo per tutta la popolazione dei Dpi, anche prevedendone la diffusione presso la grande distribuzione organizzata con prezzi calmierati.

2. Revisione dei tempi delle città

Si dovrà graduare la riapertura delle attività lavorative e dei servizi delle città e riorganizzare la mobilità della popolazione, prevedendo l'adeguamento del trasporto pubblico locale per far fronte alle esigenze della riapertura. Occorre considerane la necessità di distanziamento, Dpi, eventuale scaglionamento degli orari di lavoro, diversi flussi; consapevoli che tutto ciò implicherà un maggior costo economico. È necessario posticipare, rispetto alla prima fase della riapertura, la mobilità extraregionale.

3. Riavviare il motore economico del Paese

È stata avanzata la possibilità di riapertura a partire dal 27 aprile per settori quali:

- cantieri edili, in particolare quelli all'aperto; sarà necessario valutare una procedura semplificata per la ripresa immediata dei cantieri del terremoto attraverso norme in grado di far ripartire gli investimenti

- alcune filiere produttive maggiormente esposte alla concorrenza internazionale, per evitare la sostituzione di tali quote di mercato a vantaggio dei competitor stranieri.

Più in generale, bisogna poi superare la disciplina di apertura e chiusura delle attività produttive sulla base dei codici Ateco e del regime autorizzatorio delle prefetture; risulta preferibile prevedere una disciplina organizzata sulla pianificazione della riapertura di alcune filiere produttive - particolarmente rilevanti o maggiormente sicure - per il territorio e/o di settore, con la collaborazione di Regioni e Prefetture e la partecipazione delle rappresentanze delle parti sociali, delle Aziende Sanitarie e delle INAIL. Serviranno, invece, modalità omogenee, concordate e programmate, per una prossima e graduale riapertura degli esercizi di somministrazione al pubblico (bar e ristoranti). Così come emerge una necessità sempre più forte di programmare le modalità e i tempi di riapertura delle attività turistiche. Infine, è necessario prevedere misure efficaci di sostegno allo smart working.

4. Infanzia e scuola

Occorre affrontare le riaperture tenendo conto del sostegno all'infanzia, verificando soluzioni per la cura dei bambini in considerazione della chiusura di scuole, nidi e centri estivi. Possibilità di consentire, nel rispetto delle regole, una graduale ripresa della socialità dei bambini. C'è poi la necessità di concordare col Ministero dell'Istruzione progetti specifici per la riapertura delle scuole da definire in netto anticipo rispetto alle date che verranno fissate, per consentire una adeguata programmazione di tutte le attività necessarie correlate.

Nella fase che si è in procinto di affrontare è assolutamente necessario avere e garantire una strategia coordinata e omogenea in tutto il territorio nazionale, con il massimo coinvolgimento delle parti sociali, attori indispensabili per la ripresa della vita socio-economica del nostro Paese.


Si  ringrazia la FNP   

fonte sito FNP - sito www.pensionati.cisl.it