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Rapporto Istat covid-19

04/05/2020


L'Istat e l'Istituto Superiore di Sanità hanno presentato un primo Rapporto sull'incidenza da Covid -19, che troverete in allegato. Il periodo di riferimento preso è quello che va dal primo decesso per Covid-19 del 20 febbraio, riportato al Sistema di Sorveglianza integrata, fino al 31 marzo. I dati di mortalità totale riguardano i decessi in 6.866 comuni, pari all'87 % dei 7.904 complessivi.
Nel complesso i decessi sono passati da una media di 65.592 (media periodo 2015-2019) a 90.946, nel 2020, con un incremento del 38,7%. La differenza in eccesso dei decessi è stata pari a 25.354 unità, di questi 13.710, pari al 54%, è costituito dai morti diagnosticati per Covid-19, mentre per gli altri il virus potrebbe essere stato una concausa.
I Comuni sono stati suddivisi in base al livello di diffusione della pandemia, quelli ad alta diffusione in cui si sono registrati l'89% dei decessi, quelli a media diffusione che rappresentano l'8% dei decessi, e infine quelli a bassa diffusione del virus che raccolgono il 3% dei decessi.
Sono stati analizzati i decessi nel primo trimestre 2020 e si è visto che nei Comuni delle Regioni del Nord, inclusa la Provincia di Pesaro-Urbino, se nei mesi di gennaio e febbraio 2020 si era registrata addirittura una diminuzione dei decessi rispetto alla media del quinquennio 2015-19 del 7,6%, nel mese di marzo si è avuto, invece, un incremento enorme passando da 32.491 a 56.402 decessi, con un incremento medio del 94% che ha determinato aumenti record : + 185% in Lombardia + 7'% in Emilia Romagna ,+ 65% in Trentino Alto Adige, + 50% per Piemonte, Marche e Liguria.
Le città più colpite sono state Bergamo (568%), Cremona (391%), Lodi (370%), Brescia (290%), Piacenza (264%), Parma (208%), Lecco (174%), Pavia (133%), Mantova (122%), Pesaro e Urbino (120%)
Nei Comuni del Centro questo aumento, invece, è stato in media del 9,1 % mentre in quelli del Mezzogiorno e Isole del 2%.
Se consideriamo la distribuzione dei deceduti per classi di età la maggior parte si concentrano tra gli 75-79 per gli uomini e 80-84 per le donne. Per gli uomini l'aumento della mortalità è stato del 50% rispetto alla media nello stesso periodo negli anni 2015-2019; mentre l'incremento della mortalità nelle donne è stato invece più contenuto per tutte le classi di età; alla fine del mese di marzo ha raggiunto il 20% in più della media degli anni 2015-2019, tanto per la classe di età 70-79 che per la 90 e più.Inoltre, confrontando i decessi del mese di marzo 2020 con quelli di marzo 2017, già a metà dello stesso mese il numero di morti per Covid-19 ha superato i decessi causati dall'insieme delle malattie respiratorie e dei tumori e in poco più di venti giorni i decessi quotidiani riportati alla Sorveglianza integrata Covid-19 hanno sorpassato il numero giornaliero di morti per tutte le cause del mese di marzo 2017.
Questi dati ci confermano quale letalità abbia avuto il Covid-19 rispetto ad ogni altra patologie e che non poteva essere considerata poco più di una semplice influenza e che quindi anche nella Fase-2 bisognerà adottare tutte le misure necessarie a non diffondere questo terribile virus.


Si  ringrazia la FNP   

fonte sito FNP - sito www.pensionati.cisl.it


Approfondimenti

Rapporto ISTAT sull'impatto dell'epidemia COVID19.pdf