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Covid-19: sintomi e organi colpiti

06/05/2020


Un interessante articolo sul sito di una rivista specializzata, Quotidiano Sanità, fa il punto sui sintomi e i possibili effetti del Covid -19 sul corpo umano, alla luce dei più recenti studi pubblicati su alcune delle maggiori riviste scientifiche internazionali.

I sintomi
Tra i sintomi principali del Covid-19 vengono citati affaticamento, febbre, tosse e, nei casi gravi, difficoltà respiratoria che può sfociare in una sindrome da distress respiratorio acuto. Il Covid-19 colpisce in particolare naso, gola e polmoni. L'analisi dei casi dei pazienti ospedalizzati, in particolare nelle persone che sviluppano forme gravi, suggerisce però che l'infezione da nuovo coronavirus possa danneggiare, in modo diretto o indiretto, anche molti altri organi. Se il danno sia provocato da un attacco diretto del virus ai tessuti o se sia una conseguenza dell'infezione, o della risposta immunitaria che essa provoca o, addirittura, in particolare per alcuni organi, dei trattamenti a cui si ricorre per contrastarla, non è ancora chiaro.

L'ingresso del virus
I primi coronavirus capaci di infettare gli animali sono stati scoperti negli anni '60. Nel corso dei decenni sono stati poi identificati sette coronavirus che sono passati dagli animali all'uomo. Quattro di questi causano raffreddori comuni e infettano facilmente il tratto respiratorio superiore, come ricorda un articolo pubblicato il 4 maggio sulla rivista Nature, mentre il Covid -19 e Mers-Cov, più pericolosi, attaccano preferibilmente i polmoni.  
Uno dei problemi, con il Covid-19, è che il nuovo coronavirus è in grado di attaccare con la stessa efficacia sia il tratto respiratorio superiore che i polmoni. Il virus entra nell'organismo attraverso il naso o la bocca e raggiunge le mucose del naso o della gola. Penetra nelle cellule del tratto respiratorio superiore, ricche del recettore ACE2 (che, ormai lo sappiamo, è la porta d'ingresso del virus nelle cellule umane), si moltiplica in grande quantità e invade nuove cellule. Se le difese immunitarie funzionano potrebbe finire lì, con un po' di tosse al massimo, come avviene per la maggior parte degli infettati, asintomatici o con sintomi lievi. Se il virus prosegua il suo viaggio nell'organismo ospite, si diriga verso i polmoni e a questo punto diventa pericoloso. Raggiunge e attacca gli alveoli polmonari anch'essi ricchi di recettori ACE2. Il sistema immunitario continua a combattere l'infezione anche qui e la battaglia tra virus e globuli bianchi, lasciando dietro di sé fluidi e cellule morte, può mettere in difficoltà il trasferimento di ossigeno al sangue che avviene in questa sede. Fin qui siamo di fronte ad una polmonite e, da un punto di vista patologico, per quanto il quadro sia grave, non si assiste a nulla di nuovo: tosse, febbre, respirazione rapida e superficiale. Da questa condizione si può guarire autonomamente, senza ventilazione meccanica, oppure si può sviluppare una sindrome da distress respiratorio acuto.

La reazione del sistema immunitario
Anche di fronte alla polmonite, una robusta risposta immunitaria è in grado di risolvere la situazione. Un recente studio cinese condotto su oltre 200 pazienti ha mostrato che tutti producono anticorpi diretti contro il virus nei 17 giorni che seguono la comparsa dei sintomi, e molti studi suggeriscono che, almeno la maggior parte dei pazienti, forse tutti, non è chiaro, sviluppa anticorpi neutralizzanti contro il virus (che impediscono al virus di entrare nelle cellule). Questo è un bene. Nei casi più estremi però l'infezione porta ad una reazione eccessiva del sistema immunitario che, piuttosto che proteggere dal virus, attacca le cellule umane e peggiora il danno tissutale. È la cosiddetta "tempesta citochinica” che provoca febbre alta, battito cardiaco accelerato, un respiro sempre più corto e un crollo dei valori di pressione arteriosa. Vengono liberate nel sangue citochine e mediatori dell'infiammazione, come l'interleuchina 6, e si osserva un'immunosoppressione. Questa condizione può portare ad insufficienza multi organo e morte.

Effetti sul cuore e vasi sanguigni
In alcuni pazienti molto gravi si possono sviluppare problemi cardiaci, improvvisamente o in conseguenza di una malattia cardiaca preesistente (ricordiamolo, la mortalità nei casi Covid aumenta in presenza di comorbidità come ipertensione e malattie cardiovascolari in generale). Sono stati riportati singoli casi, anche in Italia, di pazienti che manifestavano tutti i sintomi di un attacco cardiaco e che, invece, erano affetti da Covid-19.
Anche l'influenza aumenta i rischi cardiovascolari ed è più pericolosa per i pazienti affetti da malattie cardiache. Resta da capire se il Covid-19 sia più pericoloso per il cuore rispetto ad altri virus. Ancora non sia sa.
La rivista Science riporta che l'infezione può anche portare alla costrizione dei vasi sanguigni, poiché in alcuni casi si sono verificati ischemia di mani e piedi e una riduzione del flusso sanguigno. Questo fenomeno a livello polmonare potrebbe spiegare perché, a volte, alcuni pazienti presentano livelli estremamente bassi di ossigeno nel sangue, senza manifestare difficoltà respiratorie.
Inoltre in alcuni pazienti si osservano danni cardiaci che imitano le lesioni da infarto anche in assenza di ostruzioni che limitano il flusso sanguigno, probabilmente a causa della carenza di ossigeno provocata dall'infezione. 

Effetti sui reni

In qualche modo, l'infezione coinvolge anche i reni. Alcuni studi riportano che una quota dei pazienti ricoverati soffre di insufficienza renale e molti presentano proteine virali nelle urine. Il danno renale potrebbe però essere un effetto collaterale dell'uso di ventilatori, della somministrazione di farmaci, della tempesta di citochine o dell'eccessiva coagulazione del sangue. Anche malattie preesistenti come il diabete e l'ipertensione possono aumentare le possibilità di lesioni renali.
Effetti sul sistema nervoso
Il fatto che tra i sintomi del Covid rientrino la perdita dell'olfatto e del gusto suggerisce di per sé che, in qualche modo, anche il sistema nervoso possa essere coinvolto. Un gruppo di scienziati giapponesi ha ritrovato tracce del virus nel liquido cerebrospinale di un paziente Covid-19, suggerendo che il virus riesca a penetrare nel sistema nervoso. Ancora una volta, tutto questo potrebbe essere l'effetto dell'attacco diretto da parte del virus o la conseguenza dell'infiammazione.
Stomaco e intestino
E poi ci sono danni che il virus può causare all'apparato digerente. Sin dall'inizio dell'epidemia è stato messo in evidenza come, tra i principali ma spesso sottovalutati sintomi del Covid-19, ci fossero anche problemi gastrointestinali. Studi cinesi e più di recente ricerche statunitensi e italiane hanno mostrato che una quota consistente di pazienti manifesta diarrea, nausea, vomito e fastidio addominale.
Occhi
Fino a un terzo dei pazienti ospedalizzati ha sviluppato congiuntivite - occhi rosa e lacrimosi - sebbene non sia chiaro che il virus invada direttamente l'occhio.
Per il Direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, Gianni Rezza, nella maggior parte dei casi il virus si limita alle vie aeree.
Per quanto riguarda gli altri organi però, è presto per fare delle valutazioni e occorrono ulteriori studi per verificare un'azione diretta del virus. E' davvero complicato valutare quanto questa azione diffusa del virus sia dovuta a comorbidità preesistenti, alla tempesta di citochine o agli effetti cardiovascolari che i virus, anche quelli dell'influenza, possono provocare.

Si  ringrazia la FNP   

fonte sito FNP - sito www.pensionati.cisl.it