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Approvazione decreto legge 6/12/2011 n.201

23/12/2011



IL DECRETO LEGGE 6 Dicembre 2011 n. 201 RELATIVO ALLA MANOVRA ECONOMICA E’ STATO APPROVATO DAL SENATO IL 22 DICEMBRE ED E’ DIVENTATO LEGGE DELLO STATO

Sintesi del provvedimento legislativo riguardante le PENSIONI

Le principali novità sono :

- l’introduzione per tutti del metodo di calcolo contributivo a partire dal 1° gennaio 2012;

- la sostanziale abolizione della pensione di anzianità;

- l’accelerazione del percorso di innalzamento dell’età di vecchiaia per le lavoratrici private;

- la cancellazione dell’adeguamento all’inflazione per due anni, per le pensioni superieri a tre volte il trattamento minimo INPS € 1.404,5 mensili lordo.

Dal 2012 scompare l’attuale sistema di pensionamento in base alle quote ed anche il diritto all’uscita con 40 anni di contributi. Chi entro il 31/12/2011 ha maturato il diritto alla pensione in base alle vecchie regole non subirà nessun cambiamento e si può chiedere all’Ente Previdenziale di appartenenza la certificazione della propria posizione.

Dal 1° gennaio 2012 vanno in pensione di vecchiaia con un requisito minimo per tutti di 20 anni di contributi :

- Uomini e donne del settore pubblico a 66 anni di età;

- Donne del settore privato a 62 anni di età la convergenza con gli uomini sarà raggiunta già nel 2018;

- Donne del settore autonomo a 63 anni e 6 mesi;

- Assegno sociale a 65 anni.

Dal 1° gennaio 2018 la progressione di età per pensione di vecchiaia e assegni sociali sarà uguale per tutte le categorie: 66 anni di età più 7 mesi fino a raggiungere nel 2031 68 anni di età più 3 mesi.

L’unica alternativa alla pensione di vecchiaia sarà la pensione anticipata ottenibile dagli uomini con 42 anni ed 1 mese di contributi e dalle donne con 41 anni e 1 mese.

Inoltre è prevista una penalizzazione per chi va in pensione anticipata prima dei 62 anni di età.

La pensione sarà decurtata dell’1% per ogni anno di anticipo e del 2% per ciascun anno di anticipo oltre il primo.

Il calcolo della decurtazione verrà fatto solo sulla quota maturata fino al 2011.

Con l’introduzione del controllo sul denaro liquido che passa dai € 2.500 a € 1.000 la pubblica amministrazione pagherà solo somme inferiori ad € 1.000 comprese le pensioni riscosse agli sportelli.

I depositi su conti correnti bancari e postali o su libretti al portatore con giacenza media annua inferiore ai 5.000 € sono esentati dall’imposta di bollo.

Il provvedimento si è reso necessario per i titolari di più pensioni minime con assegno di accompagnamento che saranno pagati tramite bonifico e non più in contanti allo sportello e quindi costretti ad aprire depositi presso banche o posta.