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Intervista al Segretario Tangredi su Tv Campi Flegrei

29/06/2020


Lunedì 29 Giugno 2020 ore 12.00 il Segretario Generale della Fnp Cisl IrpiniaSannio, Raffaele Tangredi è stato ospite di TV Campi Flegrei Canale 555 oppure Canale 877 HD del Digitale Terrestre, su temi riguardanti i pensionati e COVID-19 nel territorio IrpiniaSannio.

L'intervento: 

"L’epidemia di Covid19 che ha colpito il pianeta è stata paragonata alla spagnola del 1917 per numero di contagiati e di morti. Anche allora, in condizioni sociali, economiche e sanitarie diverse, la pandemia venne superata con il distanziamento sociale e le mascherine.

L’IRPINIASANNIO ha, per il momento, superato brillantemente l’impatto con questo flagello riportando 759 contagiati (AVELLINO 550 – Benevento 209 ) e 76 deceduti (Avellino 60 – Benevento 16) che hanno colpito per l’80% persone superiore ai 60 anni con malattie pregresse tipo ipertensione, diabete, e malattie oncologiche.       

E’ imperativo non abbassare la guardia soprattutto in previsione della stagione invernale...

Nell’IRPINIASANNIO abbiamo avuto solo quattro zone rosse, due in provincia di Avellino (Ariano Irpino e Lauro) e due in provincia di Benevento (Paolisi e la residenza in Benevento della casa di cura VILLA MARGHERITA). La zona più colpita indubbiamente è stata quella di Ariano Irpino con i suoi 279 contagiati e 60 morti e con la chiusura per oltre un mese e mezzo dell’Ospedale Civile ed il sovraccarico del Moscati e dell’inevitabile contagio che si è propagato per tutta la provincia. Come disastrosa è stata la Casa di Cura Villa Margherita unica residenza in IRPINIASANNIO che è stata colpita dal coronavirus...

La pandemia che ci ha colpito ha messo a nudo sia la grave crisi economica che vive il sud, sia la incapacità di interagire della sanità in una situazione straordinaria come questa che stiamo vivendo. La crisi economica che il nostro Paese ha attraversato dal 2011 ha messo a dura prova la Sanità, costretta a subire riduzioni di finanziamento. Per ridurre il deficit di bilancio non solo sono stati ridotti i fondi della sanità ma a parità di popolazione, nella ripartizione degli stanziamenti,è stato privilegiato il NORD ITALIA perché virtuoso, nei confronti del SUD ITALIA sprecone. Infatti nel 2019 la spesa pro - capite per la prevenzione in Italia è stata pari a € 56,30 contro i 99,50 € della Germania ed i 131,00 € della Svezia. Questi indici sono ancora inferiori in Campania dove la spesa pro – capite per la prevenzione delle malattie è scesa a 45,50 € con la conseguenza che venendo a mancare i servizi pubblici della sanità la gran parte dei cittadini, soprattutto le fasce deboli, non si è più curata sia per motivi economici sia per carenze di strutture adeguate.  

Queste sono le vere ragioni per cui il coronavirus è esploso in Italia con tale violenza, invece che negli altri paesi Europei che contrariamente all’ITALIA hanno investito nella sanità pubblica, mentre da noi una politica ventennale di riduzione di fondi alla sanità, unitamente alla riduzione del personale ed agli accorpamenti ospedalieri ha fatto deflagrare questa epidemia proprio nella virtuosa Regione Lombardia che ha privilegiato le strutture private, che non hanno reparti di rianimazione, a danno di quelle pubbliche. Mentre in Campania grazie alle strutture di eccellenza come il Cotugno e il Pascale e ad un personale medico e sanitario, a cui va tutto il nostro ringraziamento, che ha dato tutto se stesso per contenere il coronavirus nonostante la poca disponibilità di fondi, di mascherine, di tute, di disinfettanti e di strutture idonee, ce la siamo cavati con meno morti e meno contagiati.

Da tempo la FNP IRPINIASANNIO e la CISL hanno chiesto alle ASL di Avellino e Benevento ed agli Ambiti Territoriali nelle riunioni di concertazione dei PAC che era necessario:-

- Un potenziamento dei distretti Sanitari soprattutto per quanto riguarda l’assistenza domiciliare integrata e la rete integrata dei servizi socio-sanitari territoriali per le persone anziane;

- La determinazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) che, nonostante fossero definiti, non sono ancora entrati in vigore e latitano completamente nella Regione Campania soprattutto per quanto riguarda la disabilità e la non autosufficienza;

- Far in modo che l’ospedale diventi centro di attività specialistiche e che all’atto in cui un malato viene dimesso, venga attivato contemporaneamente un sistema di presa in carico da strutture riabilitative e per lungo degenze;

- Creare i presupposti per un invecchiamento attivo.

Nella FNP è sempre stata forte l’idea che la dimensione sociale venisse prima di quella politica. Noi infatti abbiamo chiesto su tutti i tavoli della concertazione di secondo livello ad ogni riunione, il controllo e la valutazione dei servizi per verificarne sia l’esigibilità, sia la reale corrispondenza ai bisogni delle persone e del territorio in cui vivono.        

Non sempre abbiamo avuto risposte soddisfacenti ed è per questa ragione che la FNP IRPINIASANNIO è impegnata a rivendicare i diritti dei pensionati e dei cittadini che sono schiacciati dalla burocrazia e da una politica malata di protagonismo, che ha dimenticato le ragioni di chi ha bisogno. La prova è che gli Ambiti Territoriali sono diventati altri carrozzoni burocratici in cui è difficile anche nominare il Direttore Generale come nell’Ambito A 04 di Avellino. La pandemia è l’occasione per capovolgere questa situazione attuando :

- Il potenziamento dei distretti sanitari per attuare una sanità territoriale 

- Nomina dei medici di famiglia dove non sono presenti 

- Completamento degli organici sanitari 

- Potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare agli anziani 

- Introduzione dei nuovi LEA. La loro approvazione porterà ad un processo di sostituzione di prestazioni oggi obsolete e al riconoscimento di nuove patologie, migliorando la qualità dell’assistenza e ottenendo anche una riduzione dei costi.

Le cause determinanti quali lunghe liste di attesa, costi elevati di ticket e disfunzioni organizzative, vanno rimosse con urgenza!

 Se dovessero nel 2021 persistere questi problemi che stanno comportando una disaffezione alle cure da parte dei pensionati che non hanno risorse economiche per far fronte alle spese sanitarie presso presidi privati, occorre mettere in campo iniziative nei confronti della Regione...

Non vorremmo che passata la bufera coronavirus ancora una volta, per ridurre il deficit di bilancio, vengano diminuite le risorse destinate alla Sanità anche sviando i Fondi Europei su altri campi,a tutto danno dei pensionati e delle persone anziane che maggiormente hanno bisogno di cure, di analisi, di assistenza domiciliare e di prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale in quanto vivono, come abbiamo visto, con pensioni che non raggiungono le 1.000 € al mese. 

Noi condividiamo insieme al Capo dello Stato Mattarella che adesso è l’ora dei fatti, dei programmi di sviluppo che vengano realizzati e ben vengano gli Stati Generali dell’Economia perché il metodo concertativo, dell’allora Presidente Ciampi che salvò l’Italia, diventi metodo operativo di questo governo in coesione con i piani delle OO.SS. Da venti anni l’Italia è il paese che cresce meno in Europa, anche perché l’area competitiva del paese si è ristretta a poche zone, lasciando intere regioni, in maggioranza meridionali, fuori dal circuito economico. 

Il Mezzogiorno deve tornare priorità nazionale perché la ripresa deve coinvolgere tutto il paese, modernizzando le proprie strutture,incominciando dalla pubblica amministrazione. Meno burocrazia, più innovazione basata sulla ricerca. La modernizzazione del paese si presenta dunque come unica via di uscita dalla crisi della pandemia. Se lo faremo e se c’è unità di intenti, invece dei vari distingui che già affiorano nelle forze politiche di maggioranza e di opposizione, fatti solo a fini di interessi di partiti, riusciremo a superare una crisi economica che perdurando ed acuendosi può avere deleteri effetti sulla vita sociale della nazione.


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