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Strutture residenziali e disabilità

22/07/2020


Il garante nazionale delle persone private di libertà scrive ai presidenti delle Regioni: in molte strutture persone anziane o con disabilità non possono ancora incontrare i familiari. “Rischio di isolamento e discriminazione”. L'appello delle associazioni di caregiver. “Disabile non significa malato: garantire contatti con esterno è riabilitazione”

Una lettera del Garante nazionale è stata inviata ai Presidenti delle Regioni per sollecitare un controllo, o laddove necessario una revisione, sulla corretta applicazione delle nuove regole che definiscono le modalità di contatto tra gli ospiti delle strutture delle Residenze per persone anziane o con disabilità e i loro cari. La totale chiusura delle strutture a seguito delle norme emanate al primo manifestarsi della pandemia, le aveva trasformate in luoghi rientranti nell'ambito del mandato di vigilanza del Garante nazionale, in quanto di fatto privativi della libertà: da qui non solo il monitoraggio della diffusione del contagio da covid-19, ma anche la vigilanza sulle condizioni di ospitalità delle persone e sulle misure adottate per affrontare l'emergenza sanitaria.

Sono state molte le segnalazioni giunte al Garante nazionale in questo periodo e ancora oggi risulta che in molte strutture persone anziane o con disabilità non hanno la possibilità di incontrare le persone care o di riferimento; in altre tale possibilità è estremamente ridotta e talmente rigida da rendere difficile la significatività dei contatti. Non basta vedere a distanza perché in molti casi, soprattutto per persone con disabilità l'assenza di relazioni anche gestuali dirette determina una regressione cognitiva con forte rischio di istituzionalizzazione.

Il Garante nazionale, nella lettera inviata ai Presidenti ha evidenziato il rischio che la cosiddetta fase 2 continui a mantenere in queste strutture un sorta di separatezza prolungata che così si trasformerebbe in una ordinarietà caratterizzata dall'isolamento dal mondo esterno e dalla rarefazione degli incontri con le persone care. 

Ciò può così configurarsi, inoltre, come forma di discriminazione in ordine all'età della persona o al grado di disabilità.


Si  ringrazia la FNP 

fonte sito FNP - sito www.pensionati.cisl.it