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Il valore delle persone: Rsa e fragilità Piero Ragazzini

29/07/2020


L'essere umano è una creatura fragile e la vita è “caducità”, precarietà.

La fragilità è " Raramente pronunciata, difficilmente riconosciuta come un limite di sé, sfuggita, mascherata quando se ne ha consapevolezza, è una parola che nell'attualità sembra essere stata del tutto espunta dal vocabolario individuale e collettivo o circoscritta nell'ambito della malattia o dei disagi fisici o psicologico-caratteriali.

D'altronde, quale spazio potrebbe trovare negli attuali scenari sociali spregiudicati, irriflessivi, spocchiosi un vocabolo che allude all'instabilità, alla predisposizione ai cedimenti fisici, alla gracilità, alla mancanza di resistenza a determinati fattori, ovvero a espressioni rovesciate rispetto ai paradigmi valoriali in auge e ai modelli di socializzazione correnti?. (….)

Il Covid 19, un virus, un invisibile agente infettivo submicroscopico, ha scomposto la nostra vita e l'intero assetto economico, produttivo, sociale, affettivo e relazionale; esso ha esposto alla fragilità l'intero Pianeta e dentro di esso come in una scatola cinese, tante altre fragilità, tra cui quella delle persone anziane, tra le più colpite dal virus.

Le persone anziane sono morte non a casa ma nelle RSA. Le residenze per le persone anziane hanno dimostrato di essere del tutto impreparate ad affrontare questo tipo di emergenza.

Questi servizi, nel tempo non si sono evoluti dal punto di vista sanitario-geriatrico, sociale, tantomeno tecnologico, conservando al loro interno modelli di gestione anacronistici con una funzione di tipo prettamente custodialistica e dunque inappropriati ai nuovi bisogni di salute e benessere delle persone anziane e dei care-giver.

Molte indagini in corso da parte della Procura della Repubblica e dei Nas stanno riscontrando, oggi come ieri, gravi irregolarità in queste servizi residenziali, predisponendo anche la chiusura di molti di essi; residenze prive dei requisiti organizzativi, strutturali ed assistenziali per curare persone non auto-sufficienti; gravi insufficienze igienico-sanitarie, in materia di sicurezza alimentare e di sicurezza sui luoghi di lavoro; mancanza di autorizzazione al funzionamento, limitato numero di addetti all'assistenza, gravissime carenze organizzative nella gestione di pazienti Covid-19, assenza di dispositivi di protezione individuale e di formazione del personale; maltrattamenti e contenzione; case di riposo abusive e senza autorizzazione, abbandono di anziani e mancata assistenza e custodia, esercizio abusivo della professione sanitaria e uso di false attestazioni di possesso di autorizzazione all'esercizio e di titoli professionali validi.

Inoltre: isolamento, solitudine abusi e violenze, costrizione fisica, abbandono sanitario, repressione delle libertà personali e del dissenso (tratto dalla Relazione dei NAS del 2020).

La verità è che le RSA insieme alle Case di Riposo, vanno completamente ripensate. Occorre creare istituzioni totalmente nuove, perché come è scritto nel Vangelo: «Nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!» Lc 5, 36-39, CEI

Continua a leggere le riflessioni di Piero Ragazzini - Segretario Generale FNP, in occasione della Web Conference del 21 luglio, PER UN NUOVO RINASCIMENTO – Un rinnovato modello sanitario pubblico


Si  ringrazia la FNP 

fonte sito FNP - sito www.pensionati.cisl.it


Approfondimenti

Relazione di Piero Ragazzini.pdf