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Ambiente sano, vita sana

24/09/2020


Recentemente è stato pubblicato “Healthy environment, healthy lives: how the environment influences health and well-being in Europe” - Ambiente sano, vita sana: come l'ambiente influenza la salute e il benessere in Europa, uno studio dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA).

Lo studio si basa sui dati forniti dall'Organizzazione mondiale della sanità sulle cause dei decessi e delle malattie, e sottolinea il ruolo chiave che la qualità dell'ambiente in Europa riveste per la nostra salute e il nostro benessere, evidenziando come le deprivazioni sociali, i comportamenti poco salutari e i mutamenti demografici in Europa influiscano sulla salute ambientale, interessando maggiormente le fasce più vulnerabili della popolazione.

Secondo lo studio dell'AEA, una parte significativa dei problemi di salute in Europa è ancora attribuibile all'inquinamento ambientale derivante dalle attività umane.

In Europa, l'inquinamento atmosferico e acustico, gli effetti del cambiamento climatico come le ondate di calore e l'esposizione a sostanze chimiche pericolose provocano problemi di salute. La scarsa qualità ambientale contribuisce al 13 % dei decessi.
L'inquinamento dell'aria resta la principale minaccia alla salute in Europa ed è responsabile di oltre 400.000 morti premature all'anno. Seguono l'inquinamento acustico, che contribuisce a 12.000 morti premature, e gli effetti del cambiamento climatico, in particolare le ondate di calore.

Il carico di inquinamento e il cambiamento climatico assumono proporzioni diverse in Europa e si notano differenze nette tra i Paesi dell'Europa orientale e quella occidentale. In Bosnia-Erzegovina si registra il tasso più alto di morti per cause ambientali (27%), mentre i tassi più bassi si registrano in Islanda e in Norvegia (9%).

I cittadini sono esposti a molteplici rischi in ogni momento, tra cui inquinamento dell'aria, dell'acqua e acustico, nonché esposizione a sostanze chimiche, che si combinano e in alcuni casi agiscono contemporaneamente con conseguenze sulla salute.

Le città europee sono particolarmente vulnerabili a questa molteplicità di minacce e al contempo offrono meno opportunità di accesso a spazi verdi e blu, ossia spazi in prossimità dell'acqua. Le comunità più povere, inoltre, sono spesso esposte a livelli superiori di inquinamento atmosferico e acustico e a temperature elevate.

Per ovvie ragioni, al momento l'attenzione è rivolta alla gestione del COVID-19, ma è evidente ormai che la pandemia rappresenta un esempio estremo dei complessi legami tra l'ambiente, i nostri sistemi sociali e la nostra salute; si tratta di un altro campanello d'allarme che ci ha resi profondamente consapevoli del fatto che i nostri modi di vivere, di consumare e di produrre generano effetti dannosi sul clima e sulla nostra salute.

Una ricerca in corso, infatti, sta indagando i legami tra l'attuale pandemia di COVID-19 e le dimensioni ambientali. Si ritiene che il virus abbia fatto un salto di specie dagli animali agli esseri umani, un risultato imprevisto della pressione che i consumi sempre maggiori esercitano sui nostri sistemi. Per quanto riguarda l'impatto che il virus ha sulle comunità, i primi dati suggeriscono che l'inquinamento dell'aria e la povertà possano essere collegati a tassi di mortalità maggiori. Per chiarire queste interazioni sono necessari ulteriori studi, ma queste sono le prime evidenze che stanno emergendo dalla ricerca.

In questo quadro, lo studio dell'AEA sottolinea la necessità di mettere in atto un approccio integrato alle politiche ambientali e sanitarie per contrastare i rischi ambientali, proteggere le persone più vulnerabili e sfruttare i benefici offerti dalla natura a supporto della salute e del benessere.

Un ambiente naturale sano costituisce un meccanismo strategico per l'erogazione di servizi di sanità pubblica, perché riduce le malattie e promuove la salute e il benessere. Con l'attuazione di soluzioni ecologiche ne traggono beneficio contemporaneamente la salute, la società e l'ambiente.

Gli spazi verdi e quelli in prossimità dell'acqua di buona qualità nelle aree urbane favoriscono la salute e il benessere, perché offrono zone adatte all'attività fisica, al rilassamento e all'integrazione sociale, con vantaggi notevoli per le comunità più svantaggiate.
Inoltre, questi spazi rinfrescano le città durante le ondate di calore, mitigano le alluvioni, riducono l'inquinamento acustico e supportano la biodiversità urbana.

Nel corso della pandemia di COVID-19, tanti hanno riscoperto come l'accesso alle aree verdi e a quelle in prossimità dell'acqua, apporta dei vantaggi tangibili alla salute e al benessere mentale, soprattutto nelle aree urbane.

Si  ringrazia la FNP 

fonte sito FNP - sito www.pensionati.cisl.it