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L'Europa invecchia

03/02/2021


La Commissione europea ha presentato il “Libro verde sull’invecchiamento demografico: favorire la solidarietà e la responsabilità tra le generazioni”.

Si dà, in tal modo, avvio a un dibattito politico generale, aperto ai cittadini e alle organizzazioni interessate di tutti gli Stati membri, in cui, tenendo anche conto dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile e del Decennio delle Nazioni Unite per l'Invecchiamento in Salute, agli europei viene chiesto di esprimersi sui modi migliori in cui si ritiene si possano sfruttare le potenzialità del fenomeno della transizione demografica in corso, partecipando ad una consultazione pubblica che resterà aperta 12 settimane. Degli esiti alla consultazione la Commissione si servirà per valutare una serie di risposte politiche.

Nel Libro verde leggiamo che, nonostante il dramma della pandemia in corso che sta ridefinendo gli equilibri e sollevando le lacune nella gestione delle politiche pubbliche, un dato continua ad essere verificabile e a mantenere un trend in crescita: mai prima d'ora tanti europei hanno goduto di una vita così lunga.

Secondo le stime della Commissione, negli ultimi cinque decenni la speranza di vita alla nascita è aumentata di circa 10 anni, sia per gli uomini che per le donne, nonostante i profili demografici varino notevolmente all’interno dell’Unione. Se è vero che l’Europa non è l'unico continente con una popolazione che invecchia, è indubbio che qui il processo sia più avanzato: ad oggi l'età media in Europa, di 42,5 anni, è più del doppio di quella dell'Africa. Questo divario continuerà a rimanere ampio per lungo tempo.

Nei prossimi decenni gli over 65, che oggi rappresentano il 20% della popolazione, saliranno al 30% entro il 2070; gli over 80, dal canto loro, sempre entro il 2070, costituiranno il 13% della popolazione, raddoppiando.

Allo stesso modo aumenterà il numero di persone bisognose di long-term care: nell’Ue a 27 passerà dai 19,5 milioni nel 2016 a 23,6 milioni nel 2030, per poi toccare i 30,5 milioni nel 2050.

Inoltre, la cosiddetta “old-age dependency ratio” (tasso di dipendenza degli anziani), ossia il rapporto tra il numero di persone nella fascia di età over 65 e la popolazione in età lavorativa (15-64 anni), raggiungerà il 59% nel 2070 (dal 34.1% di adesso). Ciò significa che in Europa ci saranno meno di due persone in età lavorativa per ciascun ultrasessantacinquenne.

Questa tendenza sta avendo un impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone e sulle nostre società: essa ha implicazioni, tra le altre cose, per la crescita economica, la sostenibilità fiscale, la salute, l'assistenza a lungo termine, il benessere e la coesione sociale.

Il Libro verde inquadra il fenomeno dell’invecchiamento demografico in Europa, studiandone cause ed effetti e soffermandosi a ragionare su cosa esso possa comportare in termini di sfide e di opportunità. Vengono a tal fine presi in considerazione una molteplicità di aspetti: dalla promozione di stili di vita sani e dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, al rafforzamento dei sistemi sanitari e assistenziali, nonché dei cambiamenti che ne deriveranno in termini di occupazione, pensioni, protezione sociale e produttività.

Il Libro verde fa anche riferimento al Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, il quale definisce una serie di principi che si riferiscono direttamente o indirettamente alle aree colpite dall'invecchiamento demografico, come per esempio le pensioni di vecchiaia, l'assistenza a lungo termine, l'assistenza sanitaria, l'inclusione delle persone con disabilità, la protezione sociale, l’equilibrio vita privata e lavoro, la formazione e l’apprendimento lungo tutto l'arco della vita.

L’approccio adottato nel Libro è quello del cosiddetto “life-cycle approach” (approccio basato sul “ciclo di vita”): esso prende in considerazione tutto l’arco della vita di una persona e affronta il fenomeno dell’invecchiamento come rilevante a più livelli, in maniera integrata e rispetto a tutta una serie di fattori che intervengono ed interagiscono fra loro e che riguardano le implicazioni sia personali che sociali dell’invecchiamento.

L'approccio “basato sul ciclo di vita” tiene conto del fatto che le fasi tradizionali della vita di una persona stanno cambiando e così anche quelle di istruzione e formazione, lavoro e pensionamento, diventando sempre meno rigidamente definite e più flessibili.

Inoltre viene evidenziato il fatto che rispondere adeguatamente al fenomeno dell’invecchiamento della popolazione necessiti della ricerca di un giusto equilibrio tra le soluzioni più sostenibili per i sistemi di welfare e il rafforzamento della solidarietà intergenerazionale.


Si  ringrazia la FNP 

fonte sito FNP - sito www.pensionati.cisl.it