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Ragazzini: per il futuro dell'Italia e un "patto generazionale"

30/04/2021


“L’emergenza Coronavirus ha fatto cadere alcune tesi finora inattaccabili, tra cui quella secondo la quale “se nel mondo del lavoro mandiamo via un anziano, entra un giovane”: un automatismo che non sempre si è realizzato. Per uscire dalla crisi e dare il via alla ricostruzione di questo Paese è necessaria, invece, una grande alleanza che valorizzi ogni forma di lavoro. Fondamentale risulta, poi, una sorta di patto generazionale volto ad avere maestranze di tutte le età, in ogni ambito produttivo, per la valorizzazione delle conoscenze acquisite e maturate, dai più anziani e dai più giovani.

E’ necessario riprendere il filo dell’eredità del sapere, della trasmissione delle conoscenze e della condivisione intergenerazionale del valore delle pratiche. In questo compito, fondamentale risulta il ruolo del sindacato. Come diceva Giulio Pastore, primo segretario confederale e fondatore della Cisl, ora magistralmente guidata da Luigi Sbarra, il nodo centrale del sindacalismo dei pensionati e delle pensionate è “restare nella società” attraverso il rapporto tra tutela previdenziale e rappresentanza “generale” della condizione anziana.

Non possiamo considerare la vecchiaia come una malattia. Occorre invece rimotivare una cultura del sociale, della dignità collettiva: non solo sanità, ma bisogna rimettere al centro il pilastro delle politiche sociali che non possono prescindere dalla definizione dei diritti di cittadinanza. E’ chiaro, quindi, che il compito principale del sindacato dei pensionati è quello di riconsegnare agli anziani un ruolo e una funzione sociale.

Qui di seguito l'intervento completo del Segretario generale Piero Ragazzini su Il Dubbio di oggi 30 aprile

 

Approfondimenti

Il Dubbio 30.04.21.pdf