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Spi Fnp Uilp: uscire dalla crisi con un Patto tra lavoratori e pensionati

17/06/2021


Le organizzazioni sindacali dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil sono insieme ai lavoratori e alle lavoratrici e parteciperanno convinte alla mobilitazione confederale del 26 giugno. Il Segretario generale Spi, Ivan Pedretti sarà a Torino, il Segretario generale Fnp Piero Ragazzini a Firenze, il Segretario generale Uilp Carmelo Barbagallo sarà a Bari. “Per uscire dalla gravissima crisi prodotta dalla pandemia serve un Patto per il Paese che unisca lavoratori e pensionati, giovani e anziani, donne e uomini - dichiarano Pedretti, Ragazzini, Barbagallo. Obiettivo prioritario: aumentare i posti di lavoro non precari e pagati il giusto, a partire da giovani e donne. In questo modo, si potranno anche garantire pensioni eque oggi e domani. Il Pnrr è un’occasione da non perdere per rilanciare occupazione e investimenti e riformare profondamente il nostro welfare con il coinvolgimento del sindacato.”

Per Spi, Fnp, Uilp non è più rimandabile una legge quadro nazionale per la non autosufficienza, che assicuri servizi e sostegni uniformi e adeguati in tutto il Paese. Serve una profonda riforma delle strutture residenziali socio-sanitarie per anziani, che devono essere più piccole, più integrate nel territorio, più qualificate, più controllate, con migliori dotazioni sanitarie e tecnologiche, e con personale contrattualizzato e formato. Bisogna favorire la permanenza delle persone anziane nelle proprie case, garantendo loro un’assistenza adeguata, potenziando e sperimentando forme di residenzialità alternativa. 

Si deve rilanciare il Servizio sanitario nazionale, destinando più risorse per il personale, realizzando più medicina territoriale e assistenza domiciliare integrata, più integrazione socio-sanitaria e tra rete ospedaliera e rete dei servizi territoriali. Vanno promosse politiche nazionali e territoriali per l’invecchiamento attivo e in salute, che coinvolgano tutta la popolazione. Sono necessari, poi, interventi per ridurre la pressione fiscale anche ai pensionati, per tutelare il potere d’acquisto delle pensioni e per ampliare la platea dei beneficiari della quattordicesima, aumentando anche l’importo per chi già la riceve. Infine, serve un piano articolato per contrastare l’esclusione digitale delle persone anziane, problema che si è manifestato in tutta la sua gravità proprio in questo anno di pandemia.