La Voce del Pensionato

Anno 2012



Giugno 

Oggetto: Bando di concorso soggiorni ex-Ipost. Proroga termine

E’ stato prorogato al prossimo 30 giugno 2012 il termine di scadenza del bando per l’assegnazione di n. 655 Soggiorni estivi Senior presso località marine e montane. Il bando è riservato ai pensionati ex-Ipost titolari di pensione diretta, indiretta o di reversibilità, che potranno scegliere il turno di partenza e il luogo di soggiorno estivo tra le date e le località pubblicate sul sito dell’istituto, alla voce “Catalogo delle Opportunità” presente nell’area dedicata all’ex-post. Ciascun turno prevede un soggiorno in hotel con formula tutto compreso, per complessivi 8 giorni (sette notti). Le spese saranno a totale carico dell’Inps, ad esclusione dei costi del viaggio fino alla località di destinazione, del supplemento per eventuale sistemazione in camera singola e di quanto non previsto dal programma. La domanda va compilata utilizzando esclusivamente l’apposito schema (cod.12/2012, reperibile dal nell’area dedicata ex Ipost>Ufficio Assistenza del sito Inps) e dovrà essere spedita, senza alcun tramite e a pena di scadenza, entro e non oltre il 30 giugno 2012, a mezzo raccomandata o assicurata A/R al seguente indirizzo: INPS STRUTTURA “INTEGRAZIONE DELLE FUNZIONI DEL SOPPRESSO IPOST NELL’INPS” – SERVIZIO ASSISTENZA SOGGIORNI

ESTIVI SENIOR – COD. 12/2012

Via Ciro il Grande 21 – 00144 Roma

Oggetto: Incontro Inps su questioni IPOST

In data 8 giugno u.s. si è svolta una riunione indetta dall’ Inps il cui Direttore Centrale Pensioni ci ha informato che la stessa avrebbe riguardato i pensionati ex - IPOST. L’Istituto ha precisato che, nelle operazioni di ricostituzione di circa 5.000 pensioni, si erano verificate alcune anomalie relativamente a prestazioni legate a benefici economici corrispondenti alle tranches contrattuali maturate successivamente alla decorrenza della pensione, all’inserimento di benefici economici di cui all’art. 2 c. 12 della l. 335/95, alla revoca degli assegni al nucleo familiare, alla rideterminazione dell’importo delle pensioni interessate dall’art. 1 comma 41 della legge 335/95. Stando a quanto affermato dall’Istituto, le cause sarebbero da attribuire alla mancata acquisizione dei modelli RED, a partire dall’anno 2006, determinando, in non pochi casi, una errata situazione d’indebito, il cui recupero era stato già avviato sulla corrente rata di giugno 2012. Per circa 2.000 posizioni ex - IPOST, la Direzione ha assicurato di aver provveduto tempestivamente al ripristino del corretto importo di pensione. Gli interessati riceveranno una lettera da parte dell’istituto in cui si comunica l’avvenuta ricostituzione e l’eventuale conguaglio a credito a partire dal prossimo mese di luglio. Per le restanti situazioni, i pensionati riceveranno dall’INPS una lettera di scuse con l’invito a presentarsi, con la relativa documentazione, presso le sedi competenti , personalmente oppure tramite patronato, al fine di procedere alla ricostituzione.

Oggetto: Decreto Legislativo n. 503/1992

E’ stata presentata l’ interrogazione parlamentare relativa all’accesso alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi maturati al 31 dicembre 1992, così come previsto dal Decreto Legislativo n. 503/1992. Il Ministero del Lavoro, nella persona del sottosegretario Martone, rispondendo alla interrogazione parlamentare relativa all'accesso al trattamento di vecchiaia con 15 anni di contributi anziché i 20 anni previsti dalla legge Monti , ha affermato che promuoverà un incontro a livello tecnico con le Amministrazioni interessate al fine di verificare se esistono effettivi margini per aderire alla soluzione interpretativa indicata dall’Onorevole interrogante. Si è in attesa di una risposta dall’ INPS.

Oggetto: Fondo per le non autosufficienze dei malati di SLA

E’ stato riconfermato, con la pubblicazione del Decreto Interministeriale dell'11 novembre 2011 sulla Gazzetta Ufficiale n. 118 del 22 maggio 2012, il finanziamento di 100 milioni di euro affluenti al Fondo per le non autosufficienze a favore di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica per l’anno 2011. Le risorse assegnate (allegato 1) al «Fondo per le non autosufficienze» sono state attribuite alle Regioni per interventi in tema di sclerosi laterale amiotrofica secondo i seguenti criteri:

· popolazione residente, per regione, d’età pari o superiore a 45 anni, nella misura del 60%;

· criteri utilizzati per il riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali di cui all'art. 20, comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328, nella misura del 40%.

Oggetto: Istat Rapporto Annuale

Il Rapporto Annuale dell’Istat fotografa l’Italia del 2012 cercando di indagare su cosa è successo negli ultimi 20 anni.

FAMIGLIA

Negli ultimi 20 anni le famiglie in Italia sono aumentate: da 20 a 24 milioni. Ma cambia anche la forma: single non vedovi, mono genitori, coppie risposate. Sono 7 milioni queste nuove tipologie, il 20 % in più rispetto del totale del 2010

– 2011. I servizi maggiormente richiesti dalle famiglie sono le telecomunicazioni e l’assistenza sociale, questi ultimi a causa dell’invecchiamento demografico. Le minori opportunità di occupazione e i guadagni più bassi delle donne, insieme alla instabilità del lavoro, sono fra le principali cause di disuguaglianza in Italia. La probabilità di trovare lavoro per le madri rispetto ai padri è nove volte inferiore nel Nord, 10 nel Centro e ben 14 nel Mezzogiorno.

DISPARITA’

Se le detrazioni vanno soprattutto a vantaggio dei redditi più bassi, gli abbattimenti e le deduzioni dall'imponibile, invece, favoriscono particolarmente le famiglie ad alto reddito e riducono la progressività. Sono massime (circa 5.700 euro) per i contribuenti che dichiarano più di 75.000 euro e minime (880 euro) per chi dichiara meno di 15.000 euro. L'Italia è in fondo alla classifica europea per il contributo della donna ai redditi della coppia: il 33,7 per cento delle donne tra i 25 e i 54 anni non percepisce redditi (il 19,8 per cento nella media Ue ). I separati e i divorziati sono più esposti al rischio di povertà (20,1 per cento) rispetto ai coniugati (15,6 per cento). Le ex-mogli sono più esposte al rischio di povertà (24 per cento in media) rispetto agli ex-mariti (15,3 per cento in media).

SERVIZI SOCIO SANITARI

Nel 2010 il Servizio sanitario nazionale ha speso 111 miliardi di euro, pari a 1.833 euro prò capite. A livello regionale, si osserva uno scarto di circa 500 euro prò capite tra la provincia autonoma di Bolzano, che spende mediamente 2.191 euro per ogni residente, e la Sicilia, che ne spende 1.690. La quota di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata è aumentata nel tempo (da 2 a 4,1 per cento tra il 2001 e il 2010), ma permangono gli squilibri regionali. Tutte le regioni del Mezzogiorno, ad eccezione di Abruzzo e Basilicata, presentano valori al di sotto dell'obiettivo del 3,5 per cento stabilito dal Quadro strategico nazionale 2007-2013. Le strutture residenziali per anziani offrono maggiore disponibilità nelle regioni del Nord (oltre 37 posti letto ogni 1.000 anziani residenti), persistente carenza in quelle del Sud (10 ogni 1.000 residenti).

NON AUTOSUFFICIENTI

Per ogni disabile i comuni spendono in media 2.700 euro all'anno, ma per i disabili residenti nel Sud la cifra è di circa otto volte inferiore a quella del Nord-est (667 euro l'anno contro 5.438). Per l'assistenza agli anziani la spesa media dei comuni italiani è di 117 euro l'anno per ciascun residente over 65, con un minimo di 52 euro prò capite al Sud (sette euro prò capite in meno rispetto al 2008) e un massimo di 164 euro al Nord-est.

Luglio 

Oggetto: Incontro Anci ( Associazione Nazionale Comuni d’Italia )

Il 12 luglio si è tenuto l’incontro con i vertici dell’Anci nazionale sul documento unitario riguardante la contrattazione sociale Territoriale. Possiamo ritenere l’incontro positivo in quanto è emersa la condivisione che, in particolare in questi momenti difficili e di tagli generalizzati, il confronto Istituzioni e parti sociali è necessario all’individuazione delle priorità ai fini di: tutelare i soggetti più deboli; salvaguardare i livelli di Welfare; costruire in modo condiviso il bene comune. Pertanto è stato incaricato il responsabile dell’area Welfare di Anci di stendere una bozza di protocollo, contenente gli indirizzi per la Contrattazione Sociale Territoriale, che ci verrà sottoposta per la discussione.

Oggetto: Continua la mobilitazione

Si trasmette il comunicato relativo alle prossime iniziative da intraprendere unitariamente:

“ Dopo la bella giornata di mobilitazione del 20 giugno scorso, è opportuno continuare con iniziative territoriali al fine di mantenere visibili le nostre richieste, con volantini, presidi, attivi, incontri con le forze politiche e tutto ciò che riterrete utile per continuare la nostra mobilitazione. Per le parole d’ordine e il merito occorre far riferimento ai documenti unitari che hanno preparato le manifestazioni, nonché i vostri documenti e piattaforme unitarie territoriali. L’obiettivo è quello di avviare ovunque il negoziato e la concertazione con le Regioni e i Comuni, e proprio per questo occorre costruire alleanze anche con i cittadini per avere il sostegno necessario al fine di rendere positive le nostre azioni. A livello nazionale, faremo tutto ciò che ci compete e chiederemo anche noi l’incontro con le forze politiche ed i gruppi parlamentari. A settembre si deciderà la data di convocazione degli esecutivi unitari per definire ulteriori iniziative.”

Oggetto: Un patto per i non autosufficienti

Ci fa piacere che non siamo più soli a fare proposte, in questi tempi di tagli e di risparmi su vasta scala, per affrontare il tema della non autosufficienza e del suo finanziamento. La nostra richiesta, mai sospesa, di risorse al Fondo per la Non Autosufficienza può sembrare un atto che va controcorrente, ma che è doveroso per le sue implicazioni etiche e giuridiche. In questo scenario si segnala una proposta in materia fatta da un gruppo di ricercatori ed esperti. Si tratta del “Patto per gli anziani non – autosufficienti” elaborato dal gruppo NETWORK Non Autosufficienza (NNA).

Ci sono però in questa proposta alcune affermazioni che riteniamo doveroso confutare:

1) Non è vero che non esistono gruppi di pressione. Come FNP è da anni che ci battiamo su questo argomento, purtroppo spesso inascoltati sia dai vari Governi che da una parte cospicua degli opinion leader.

2) Da tempo abbiamo presentato una proposta di legge di iniziativa popolare per la non autosufficienza, correlata da oltre un milione di firme, da cui sono partite varie iniziative parlamentari purtroppo sempre naufragate.

3) Abbiamo cercato di opporci con tutte le nostre forze all’eliminazione dei 400 milioni del fondo per la non autosufficienza nell’assoluto silenzio della politica.

4) Abbiamo recentemente presentato un’aggiornata piattaforma unitaria sulla non autosufficienza (allegata per memoria) nella quale abbiamo chiesto la realizzazione di un piano nazionale per la non autosufficienza;

la definizione dei livelli essenziali e quant’altro utile alla piattaforma. Purtroppo, a parte un primo interlocutorio incontro con la Sottosegretaria Guerra, ancora non vediamo l’apertura di un vero confronto.

5) Il patto, che viene proposto non può riguardare solo Stato, Regioni e Comuni ma deve coinvolgere i soggetti sociali che intervengono nella materia sia in termini di servizio che di rappresentanza, in uno spirito di vera sussidiarietà per la realizzazione di un Welfare di Comunità. Comunque ben vengano le proposte del NETWORK e gli spazi che il Sole 24 ore dedica a questa proposta.Tutto ciò è utile a scalfire una rimozione generale per rilanciare il dibattito su un problema collettivo, anche di civiltà, che va affrontato e risolto quanto prima con il concorso della politica, dei sindacati, degli studiosi e dell’opinione pubblica.

Oggetto: Istanze on-line INPDAP ed ENPALS

L’INPS, con determina n. 95 del 3 maggio u.s., ha predisposto un calendario, per la presentazione in via telematica, delle istanze degli assicurati presso l’ex INPDAP ed ex ENPALS. In particolare, il Presidente dell’INPS, firmatario della determina, ha dato mandato al Direttore generale di disporre, con appositi atti, le modalità esecutive ed il periodo transitorio, che non potrà protrarsi oltre il 31 luglio 2013. Il canale telematico diventerà il mezzo esclusivo per la presentazione delle istanze, ed il suo utilizzo dovrà essere monitorato trimestralmente.

Oggetto: Piano emergenza calore

Il ministero della Salute ha avviato in questi giorni l'operazione "Estate sicura". Come ogni anno tutti i giorni dalle 8 alle 18, compreso il sabato e la domenica, sarà attivo il numero gratuito nazionale -1500 che informerà e darà consigli ai cittadini su come affrontare il caldo indicando i servizi comunali più vicini a disposizione in particolare per fornire supporto alle persone anziane e agli altri soggetti che soffrono maggiormente l'aumento delle temperature. Al numero 1500 risponderà un team di persone qualificate composto da medici, veterinari, farmacisti, chimici, biologi e psicologi, in grado di soddisfare le richieste d’informazione di base, e anche dirigenti sanitari per soddisfare le richieste più complesse. All’attività del call center nazionale verranno affiancate altre iniziative del ministero della Salute per far fronte all'ondata di caldo: il Sistema di previsione allarme meteo, in funzione già dal 15 maggio sul portale del ministero e che emette un bollettino per 27 aree urbane del Paese, e la pagina web dedicata al caldo, sempre sul portale, con il decalogo per l'estate sicura e gli opuscoli rivolti alla popolazione generale ma anche a medici, operatori d’istituti di ricovero per anziani e badanti (per loro il materiale è disponibile in sei lingue, tra cui rumeno, russo e polacco).

Oggetto: VIII Rapporto Sanità

In questi giorni è stato presentato l’VIII Rapporto Sanità a cura del CEIS dell’Università di Roma Tor Vergata. Il Rapporto mette in relazione l’andamento della spesa sanitaria del 2011 con una serie di fattori macro economici (in primis l’andamento del PIL), alla luce del cambiamento dello scenario economico italiano ed europeo scaturito dalla crisi internazionale, ipotizzando i possibili effetti della crisi sul nostro sistema di Welfare attraverso una riduzione di risorse sia sul comparto sanitario che su quello sociale. L’Italia si caratterizza per una spesa sanitaria al di sotto della media europea, e ciò nonostante fino ad oggi è riuscita a garantire un buon livello qualitativo di cure. Rispetto ad altri settori il comparto Sanità sembra aver saputo sopportare meglio gli effetti della crisi economica per effetto degli interventi previsti del DL 98/2011 che avevano ridotto l’adeguamento del FSN al solo 0,5% del PIL per il 2012 e del 1,4% per il 2013 e il 2014, a fronte però di una crescita ipotizzata del PIL, di circa il 3%. Tuttavia l’aggravarsi della situazione dei mercati e la contingente crisi dei bilanci Statali ha di fatto modificato le stime del PIL che addirittura presenta ad oggi una calo tendenziale per il 2012 del 1,4%. Se il dato sarà confermato la spesa sanitaria molto probabilmente si attesterà intorno al 7,5 % contro il 7,1% auspicato.

Agosto 

Oggetto: Decreto Interministeriale su Esodati

E’ stato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 171 del 24 luglio u.s., a seguito della registrazione presso la Corte dei Conti del 12 luglio u.s., “il Decreto Interministeriale 1° giugno 2012”. Il provvedimento definisce ulteriormente, quanto già previsto dalla legge n. 214/11, per accedere al pensionamento, con i requisiti in atto prima dell’ultima riforma previdenziale. La data di pubblicazione del Decreto è essenziale in quanto, da essa decorre il termine di 120 giorni per la presentazione della richiesta di accesso alla pensione, (ossia entro il 21 novembre 2012), presso le Direzioni Territoriali del Lavoro competenti, per tre categorie di lavoratori: in congedo per assistere i figli con disabilità grave, quelli esodati in ragione di accordi individuali e collettivi, e gli esonerati dal servizio. Il Decreto disciplina la ripartizione delle risorse di cui al comma 15 dell’art. 24 della L. 214/11( 245 milioni di euro per l’anno 2013, 635 milioni di euro per l’anno 2014, 1.040 milioni di euro per l’anno 2015, 1.220 milioni di euro per l’anno 2016, 1.030 milioni di euro per l’anno 2017, 610 milioni di euro per l’anno 2018 e 300 milioni di euro per l’anno 2019) riguardanti i 65.000 lavoratori.

Oggetto: Servizi Welfare delle gestioni ex INPDAP, ex IPOST ed ex ENAM

Le prestazioni creditizie e sociali erogate dalle ex gestioni INPDAP, IPOST ed ENAM oggi confluite in INPS, si caratterizzano per una capacità di offerta di una variegata tipologia di prestazioni di Welfare a sostegno dei bisogni e delle esigenze che si manifestano in varie fasi del ciclo della vita delle persone. Dette prestazioni costituiscono un unicum nel complessivo scenario dello stato sociale italiano, sia per la molteplicità dei servizi, sia per la idoneità dimostrata ad esercitare un vero e proprio ruolo di ammortizzatore sociale e di welfare integrato, soprattutto nell’attuale momento caratterizzato da una forte crisi connessa agli andamenti recessivi di carattere nazionale ed internazionale. A tale proposito basti ricordare ad esempio gli interventi su prestiti, mutui, case albergo e residenze sanitarie assistite RSA. L’INPS è subentrato inoltre nelle competenze dell’ex ENAM (già confluite nell’INPDAP in virtù di un precedente intervento legislativo), le prestazioni assistenziali di detta gestione continuano ad interessare gli insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria, i dirigenti scolastici e gli iscritti in quiescenza.

Oggetto: Cessione del quinto pensionati ex – Ipost

Diversi pensionati ex Ipost hanno avanzato richiesta di un nostro intervento presso la Dirigenza dell’Inps, al fine di risolvere le problematiche di gestione della cessione del quinto che interessano moltissimi pensionati. In particolare, si lamenta il mancato intervento del Polo specialistico istituito presso la filiale dell’Eur. Sull’argomento ricordiamo che tutte le attività relative alla cessione del quinto, sono di competenza esclusiva delle sedi Inps Territoriali. Tra l’altro ciò risulta anche dal sito dell’Inps, dove si legge che “la competenza a gestire le cessioni del quinto della pensione, dei pensionati ex Ipost, è stata trasferita alle sedi competenti per territorio”. Pertanto occorre avanzare richiesta alle sedi Inps Territoriali affinché le stesse rispettino e rendano operativo quanto deciso da tempo. La FNP CISL di Avellino è pronta ad intervenire sulla Direzione dell’INPS qualora ci fossero espresse richieste dei propri iscritti.

Settembre 

Oggetto: Verifiche reddituali pensionati gestione ex-Inpdap, titolari di prestazioni collegate al reddito nell’anno 2011

L’INPS sta procedendo alla verifica reddituale per i pensionati iscritti alla gestione ex-Inpdap, per le prestazioni erogate nel 2011 collegate al reddito 2010, avendo acquisito dall’Agenzia delle Entrate, l’elenco dei redditi influenti incrociati con quelli del casellario centrale Inps. La verifica riguarda le pensioni ai superstiti soggette alla tab. F di cui all’art. 1, comma 41, della L. 335/95 e la somma aggiuntiva (14a mensilità). Nel caso in cui risultino corrisposti importi pensionistici superiori rispetto a quelli spettanti, il debito che ne scaturisce verrà recuperato in forma rateizzata a partire dal mese di novembre p.v. Ai pensionati interessati l’Istituto invierà una comunicazione, a decorrere della quale, il pensionato avrà 30 giorni di tempo per recarsi presso la sede competente e presentare eventuale documentazione utile al chiarimento della propria posizione.

Oggetto: Decreto Legge “Balduzzi”

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.214 il decreto legge 158 a firma del Ministro Balduzzi riguardante alcune importanti disposizione in materia sanitaria. Il decreto, costituito da 16 articoli, tratta i temi della riorganizzazione delle cure primarie, dell’Intramoenia allargata, dell’inserimento nei nuovi Lea delle malattie croniche e degli stili di vita. Tale decreto è stato oggetto in questi giorni di alcune revisioni che hanno modificato sostanzialmente il testo iniziale di 27 articoli, presentato a fine agosto, riducendolo a soli 16 articoli, a causa dell’incostituzionalità di alcune norme e della mancanza di adeguate coperture finanziarie ed economiche. Tra gli articoli stralciati segnaliamo quello relativo al Piano Nazionale sulla Non Autosufficienza. Il Piano, che era stato inserito inizialmente all’art.6, non è stato approvato per la violazione del Titolo V della Costituzione e per la mancanza di copertura economica. Rimangono nel testo, invece, le norme concernenti le materie prettamente sanitarie, e in particolare la riforma delle cure primarie, l’intramoenia, l’inserimento nei nuovi Lea delle malattie croniche, la lotta al tabagismo e alla ludopatia, oltre una serie di norme sulla medicina difensiva e sulla nomina della dirigenza medica.

Assistenza sanitaria territoriale (art. 1)

La norma contiene la modifica all’articolo 8 del Dlgs. n. 502/92 e prevede l’aggregazione in nuove forme organizzative, denominate “unità complesse di cure primarie”, per i medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, della guardia medica, della medicina dei servizi e degli specialisti ambulatoriali. In questo modo si pianifica una riorganizzazione delle cure primarie, nella consapevolezza che il processo di deospedalizzazione, se non è accompagnato da un corrispondente e valido rafforzamento dell’assistenza sanitaria territoriale, determina l’impossibilità per i cittadini di beneficiare di cure adeguate. L’obiettivo sarebbe di garantire l’attività assistenziale h24 attraverso poliambulatori aperti tutti i giorni della settimana, compresi prefestivi e festivi, con idonea turnazione, che siano collegati telematicamente alle strutture ospedaliere. Le nuove forme organizzative dovranno essere progettate nei limiti delle disponibilità finanziarie del Ssn a regime vigente.

Intramoenia allargata (art. 2)

S’introducono, dopo più di dieci anni, nuove norme in materia di attività professionale intramoenia dei medici, al fine di superare il regime provvisorio. Infatti, entro il 31 dicembre 2014 dovranno essere disponibili nelle strutture sanitarie delle Regioni i locali per esercitare la libera professione intramuraria (Lpi). Entro il 30 novembre 2012, sarà eseguita una ricognizione straordinaria degli spazi disponibili per l’esercizio dell’attività libero professionale (Alpi) e una valutazione dettagliata dei volumi delle prestazioni dell’ultimo biennio nelle strutture interne, esterne e negli studi professionali. I dati della ricognizione dovranno essere trasmessi all’Agenas e all’Osservatorio nazionale sull’attività libero professionale. Dopo la ricognizione, le regioni, possono autorizzare, nei limiti di spesa, le aziende sanitarie che ne abbiano bisogno, ad acquistare strutture esterne o ad affittare strutture sanitarie autorizzate non accreditate nonché stipulare convenzioni con altri soggetti pubblici, spazi ambulatoriali esterni, aziendali e pluridisciplinari, per l’esercizio di attività sia istituzionali sia in regime di Lpi ordinaria.

Lea (art. 5)

I Lea dovranno essere aggiornati, nel rispetto degli equilibri programmati di finanza pubblica, entro il 31 dicembre 2012 con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della salute, di concerto con l’Economia d’intesa con la Stato Regioni. Si dovrà dare priorità alla riformulazione degli elenchi delle malattie croniche e delle malattie rare. Prevista inoltre l’introduzione di prestazioni per la prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette da “sindrome da gioco con vincita di denaro” come definita dall’Oms. Per le strutture di ricovero a ciclo diurno viene prevista una specifica disciplina semplificata per la prevenzione incendi. Il decreto “Balduzzi” rappresenta un primo passo per la riforma dell’assistenza sanitaria territoriale e contemporaneamente fornisce delle linee guida per la tutela della salute attraverso la promozione di adeguati stili di vita particolarmente attenti a quella parte di popolazione generalmente più fragile, composta di minori e anziani. Denunciamo, invece, il mancato inserimento nel testo definitivo del Piano Nazionale per la Non Autosufficienza. L’approvazione del Piano sarebbe stato un importantissimo passo per riaprire il tema dell’assistenza ai non autosufficienza e delle politiche sociali al livello nazionale, ormai sotto finanziate al livello centrale con appena 10,8 milioni di euro. Nonostante la questione sia stata più volte affrontata dalla nostra Federazione nei tavoli di concertazione con il Governo, essa non ha mai avuto il degno riconoscimento, lasciando la sua soluzione all’iniziativa legislativa delle singole regioni. La sua cancellazione ci preoccupa in quanto c’è il rischio che il tema sia rimandato ad un prossimo decreto che non troverà mai luce fino a quando non si troveranno le risorse necessarie.

Oggetto : Non Autosufficienza

Il Decreto del Governo Monti per la razionalizzazione dell’attività assistenziale e sanitaria interviene sulla non autosufficienza, in modo non organico non definendo linee di intervento coerenti con gli impegni assunti dallo stesso Ministro della Salute. I Sindacati dei pensionati, nel valutare positivamente la decisione di varare un Programma Nazionale per la non autosufficienza e la definizione di un piano personalizzato di intervento per la cronicità, chiedono al contempo una revisione dell’articolo 6 del Decreto, in modo particolare per quanto concerne la rimodulazione dell’indennità di accompagnamento che rischia di minare in profondità qualsiasi programma nazionale per la non autosufficienza. Un diritto soggettivo che rischia di essere messo in discussione, senza produrre effettive risposte ai bisogni di servizi, prestazioni socio sanitarie integrate, di cui le persone non autosufficienti e le loro famiglie necessitano. Occorre attivare una sinergia tra Stato, Regioni e Comuni per una seria riforma del sistema di assistenza agli anziani e agli adulti con disabilità.

Oggetto: D. Lgs. 503/92

In riferimento all’interpretazione restrittiva da parte dell’Inps riguardante le lavoratrici e lavoratori che, pur avendo perfezionato i requisiti minimi di 15 anni di contributi o, alla stessa data, autorizzati alla prosecuzione volontaria a seguito della legge 214/2011, non viene ad essi riconosciuto il trattamento pensionistico. Di seguito riassumiamo le iniziative che finora abbiamo assunto rispetto ai diritti maturati o che matureranno: 1) Lettera alla Confederazione affinché, d’intesa con Cgil e Uil, intervenisse nei confronti del Ministero competente per la corretta interpretazione di quanto previsto dalla legge 214/2011;

2) Comune interpretazione con l’Inas Nazionale per il riconoscimento del diritto dei singoli interessati, mediante la relativa richiesta di pensione di vecchiaia ai sensi della legge 503/1992, per il tramite degli operatori Inas locali, e conseguente avvio del contenzioso legale in presenza di reiezione da parte dell’Inps.

Oggetto: IMU, pagamento seconda rata entro il 17 settembre

Ricordiamo che i proprietari di beni immobili che hanno scelto di pagare l’IMU sull'abitazione principale e le relative pertinenze in tre rate (acconto a giugno e settembre e saldo a dicembre), devono versare la seconda rata entro il 17 settembre p.v. Anche per l'acconto di settembre, così come per la prima rata, si applica all’imponibile l’aliquota ordinaria del 0,4%, con la detrazione per la prima casa di 200 euro maggiorata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, a condizione che lo stesso dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L’importo della seconda rata sarà identico a quella di giugno. Per quanto riguarda le modalità di pagamento, anche per la seconda rata occorre utilizzare il modello F24, con il codice tributo 3912 e con il codice 0202 relativo alla rateazione.