La Voce del Pensionato

Anno 2013



GENNAIO

Oggetto: Rivalutazione delle pensioni

La legge di Stabilità per l’anno 2013 “Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2012, n. 302, S.O., modifica, con l’art. 1, comma 236, la normativa in materia di rivalutazione automatica delle pensioni. In particolare, la disposizione prevede che, a partire dall’anno 2014, l’indicizzazione non è riconosciuta ai trattamenti pensionistici con le fasce superiori a 6 volte il trattamento minimo Inps pari a € 1.400 lorde mensili. Inoltre, la norma non riconosce, sempre per l’anno 2014, la rivalutazione automatica per i vitalizi percepiti da coloro che hanno ricoperto o ricoprono cariche elettive regionali e nazionali. L’articolo prevede, infine, che entro il 30 settembre 2013 il Governo, sulla base dei dati forniti dall’Inps, monitorerà le risorse utilizzate per i “salvaguardati” e, qualora dovesse risultare un avanzo, a decorrere dal 2014, esse potranno essere utilizzate per rivalutare i trattamenti pensionistici secondo la normativa in atto in precedenza. Comunque, entro gennaio 2014, sarà un apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro del Lavoro ed il Ministro delle Finanze, a dare attuazione a questa norma. Qualora non fosse intervenuta la modifica di cui alla Legge di Stabilità, la rivalutazione sarebbe stata applicata secondo quanto previsto dalla legge n. 388 del 2000, art. 69. Pertanto, si consolida, ancora una volta, il blocco della rivalutazione, per i trattamenti che si trovano al di sopra di una certa soglia (sei volte il minimo). Sull’argomento, ricordiamo che la Corte Costituzionale ha statuito, con sentenza n. 316/10, che la sospensione della rivalutazione può avvenire solo per esigenze di bilancio pubblico e può essere bloccata solo temporaneamente e non può diventare un comportamento sistematico e ripetuto nel tempo. Oltretutto, la rivalutazione dei trattamenti superiori a sei volte il minimo, legata esclusivamente all’eventuale avanzo di risorse dei “salvaguardati”, è un evento incerto, che contrasta il principio fondamentale, secondo il quale la rivalutazione delle pensioni è ineliminabile, in quanto, essendo salario differito, essa deve essere difesa dalla erosione del suo potere di acquisto. Subito dopo le elezioni politiche è nostra intenzione avviare un confronto di merito con il nuovo Governo e la Direzione dell’Inps, al fine di ottenere la modifica della normativa sulla base del diritto confermato dalla Corte Costituzionale, oltre a prevedere una specifica iniziativa giudiziaria.

Oggetto: modello 730/2013

Le principali novità contenute nella dichiarazione dei redditi modello 730/2013 sono le seguenti:

1) non sono dovute l’Irpef e le relative addizionali, perché sostituite dall’IMU, sul reddito dominicale dei terreni non affittati, mentre il reddito agrario continua ad essere assoggettato alle imposte sui redditi;

2) non sono dovute l’Irpef e le relative addizionali, perché sostituite dall’IMU, sul reddito dei fabbricati non locati, compresi quelli concessi in comodato d’uso gratuito;

3) il reddito dei fabbricati di interesse storico o artistico concessi in locazione è costituito dal maggiore importo tra la rendita catastale, rivalutata del 5% e ridotta del 50%, e il canone di locazione ridotto del 35%. Nel quadro B la rendita catastale dei fabbricati di interesse storico o artistico va indicata nella misura ridotta del 50%;

4) i redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera, imponibili ai fini Irpef per la parte eccedente 6.700 euro, vanno evidenziati indicando il codice 4 nella colonna 1 (tipologia reddito) dei righi da C1 a C3. Nella colonna 3 (reddito) va riportato l’intero ammontare dei redditi percepiti, comprensivo della quota esente.

5) per le spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013 la detrazione d’imposta è elevata dal 36 al 50%, nel limite di spesa di 96.000 euro. La stessa detrazione è estesa agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza. Infine, da quest’anno, non è più prevista la possibilità, per i contribuenti di età non inferiore a 75 e 80 anni, di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali. Tutti i contribuenti devono ripartire l’importo detraibile in 10 quote annuali;

6) la detrazione del 55%, relativa agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici, è prorogata al 30 giugno 2013 ed è estesa anche alle spese per interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria;

7) è possibile destinare una quota pari all’otto per mille del gettito Irpef anche alla Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale o alla Chiesa apostolica in Italia;

8) è possibile dedurre dal proprio reddito complessivo, fino all’importo di 1.032,91 euro, le erogazioni liberali in denaro anche a favore della Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale, dell’Ente patrimoniale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni e della Chiesa Apostolica in Italia;

9) i contributi sanitari obbligatori per l’assistenza erogata nell’ambito del Servizio sanitario nazionale versati con il premio di assicurazione di responsabilità civile per i veicoli sono deducibili dal reddito complessivo solo per la parte che eccede 40 euro; i dati relativi agli acconti per l’anno 2012 ricalcolati in presenza di redditi derivanti dagli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico vanno indicati nelle colonne da 7 a 10 del rigo F1. I termini per la presentazione 730/2013 sono: entro il 30 aprile p.v. se il modello è presentato al sostituto d’imposta; entro il 31 maggio p.v. se il modello è presentato al Caf o a un professionista abilitato.

Oggetto: Decreto Legislativo n. 503/92 – art. 2, c. 3 Pensione di Vecchiaia con 15 anni di contributi al 31/12/1992.

Con circolare n. 16 del 1° febbraio 2013, ed a seguito dei numerosi interventi a tutti i livelli di questa Federazione e della CISL, l’INPS ha finalmente riconosciuto per le situazioni disciplinate dall’art. 2 c. 3 del D.Lgs. 503/92, l’operatività delle deroghe rispetto all’innalzamento dei requisiti contributivi e assicurativi richiesti per il diritto a pensione di vecchiaia previsti dalla Legge 214/2011.L’istituto, pertanto continuerà ad applicare quanto contenuto nell’art. 2, c.3 del D.Lgs. 503 nei confronti di coloro che:

-al 31 dicembre 1992 hanno raggiunto il requisito contributivo di 15 anni;

-al 31 dicembre 1992 sono stati autorizzati ai versamenti volontari;

-possono far valere un’anzianità assicurativa di almeno 25 anni e risultano occupati per almeno 10 anni per periodi di durata inferiore a 52 settimane nell’anno solare;

-al 31 dicembre 1992 abbiano maturato un’anzianità assicurativa e contributiva tale che, anche se incrementata degli eventuali periodi intercorrenti tra la predetta data ed il compimento dell’età pensionabile, non consentirebbe di conseguire i requisiti di cui all’art. 2 del D.Lgs. 503, questi ultimi vengono ridotti fino al limite minimo di 15 anni.

In relazione all’età anagrafica, l’Istituto precisa che nei confronti dei soggetti di cui sopra, applicherà i nuovi requisiti anagrafici previsti dall’art. 24 della Legge 214/2011 per il diritto a pensione di vecchiaia nel sistema retributivo e misto, comprendendovi anche gli adeguamenti legati alla speranza di vita. In questo caso non verrà applicata la finestra mobile. Su quest’ultimo punto ritorneremo successivamente dopo avere consultato i nostri legali. Con riferimento alle domande di pensione già presentate, queste verranno definite in conformità a quanto stabilito dalla circolare in questione. Le controversie giudiziarie pendenti dovranno essere definite e dovrà essere richiesta la cessazione della materia del contendere. Le domande respinte dovranno essere riesaminate, salvo che non sia intervenuta una sentenza passata in giudicato

Fondo Speciale FS SpA

– applicazione art. 2, c. 3 D.Lgs. 503/92

Le deroghe di cui al D.Lgs. 503/92 non hanno mai trovato applicazione nei confronti degli iscritti al Fondo Speciale FS. Il decreto legislativo, infatti, prevedeva un requisito di almeno 25 o 30 anni per poter accedere alla pensione di vecchiaia oltre il limite di età anagrafica.

Fondo Quiescenza Poste

- applicazione art. 2, c. 3 D.Lgs. 503/92

Nei confronti dei lavoratori iscritti al Fondo Poste che maturano i requisiti anagrafici per le pensioni di vecchiaia, di cui alla legge 214/2011, a decorrere dal 1° gennaio 2012 trova applicazione la deroga prevista dall’art. 2, c. 3 lett. c) del D.Lgs. 503/92 nei confronti dei lavoratori che hanno maturato, al 31 dicembre 1992, un’anzianità contributiva e assicurativa tale che, anche se incrementata dai periodi intercorrenti tra il 1° gennaio 1993 e il compimento dell’età pensionabile, non consentirebbe loro di conseguire il trattamento di vecchiaia con i requisiti ridotti.

Iscritti alla Gestione ex INPDAP

- applicazione art. 2, c. 3 D.Lgs. 503/92

Per quanto riguarda i lavoratori pubblici iscritti alla Gestione ex INPDAP, l’art. 6 del D.Lgs. 503/92 prevede l’applicazione dell’art. 2, fermo restando i requisiti assicurativi e contributivi previsti dai rispettivi ordinamenti di appartenenza. Pertanto a decorrere dal 1° gennaio 2012, salvo quanto previsto dall’art. 24 c. 6 della Legge 214/2011, le deroghe di cui al D.Lgs. 503/92 trovano applicazione nei confronti dei soggetti che hanno maturato al 1992 15 anni di contribuzione, ed a coloro che hanno maturato la stessa contribuzione incrementata dai periodi intercorrenti tra il 1° gennaio 1993 ed il compimento dell’età per la vecchiaia che non consentirebbe loro di conseguire il diritto a pensione con i requisiti ridotti. 

Iscritti alla Gestione ex ENPALS

- applicazione art. 2, c. 3 D.Lgs. 503/92

Ai lavoratori iscritti alla Gestione ex ENPALS si applicano le stesse disposizioni per gli iscritti al FPLD, fermo restando le specificità previste per i lavoratori dello spettacolo e gli sportivi professionisti.

FEBBRAIO

Oggetto: Il  contributo di licenziamento per colf e badanti non riguarda le Famiglie

Come è noto, la legge di stabilità (L. n. 228/2012) ha previsto che tutti i datori di lavoro, dal 1° gennaio 2013, in caso di licenziamento, debbano versare un contributo, per finanziare la nuova ASPI, pari al 41% del massimale mensile di ASPI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni, somma che può arrivare fino a € 1.451,00. A seguito di nostre pressioni l’INPS, con il parere del Ministero del Lavoro, ha inviato la circolare n. 25 dell’8 febbraio u.s., convenendo sul fatto che il contributo da versare all’atto del licenziamento di colf e badanti non riguarda le famiglie interessate.

Oggetto : L’ INPS e l’INPDAP non invieranno i Modelli CUD e ObisM che possono essere stampati dal sito internet dell’Istituto

Il giorno 20 febbraio Spi, Fnp e Uilp, insieme ai Centri di assistenza fiscale e agli Istituti di patronato delle tre confederazioni sindacali, hanno incontrato il Direttore Generale dell’Inps per affrontare i problemi che sorgono a seguito delle nuove modalità di comunicazione che l’istituto intende adottare al fine di far fronte a risparmi e tagli imposti dalla legge di stabilità.  Ci riferiamo in particolare alla trasmissione dei modelli CUD e OBisM che secondo quanto prevede l’INPS, da quest’anno saranno disponibili soltanto con modalità telematiche. Ancora una volta, abbiamo contestato non solo i tempi ma anche la scelta di sospendere il servizio e l’avvio delle nuove modalità con partenza immediata.  Proprio partendo dai tempi, l’incontro ha consentito di sganciare la problematica del CUD da quella dell’OBisM. Relativamente ai CUD, l’Inps ha assicurato che questi saranno disponibili entro la fine del mese con modalità che consentiranno ai CAAF di gestire la nuova campagna fiscale potendo disporre dei CUD anche in formato PDF. Inoltre è stato confermato che il “bustone”, senza il CUD e l’OBisM, sarà inviato a tutti i pensionati che beneficiano di prestazioni collegate al reddito e agli invalidi civili.
Entro il mese di marzo si farà la verifica di quanti pensionati hanno ricevuto il CUD e a quanti occorre trasmettere la documentazione cartacea. Per quanto riguarda l’OBisM, tenendo conto della minore urgenza e accogliendo alcune nostre proposte, si è deciso di rinviare di un mese il confronto tra l’Istituto e i sindacati dei pensionati.  Il confronto dovrà individuare tutti gli strumenti utili per garantire che i pensionati, come è loro diritto, possano ricevere l’OBisM. Abbiamo comunque ribadito all’istituto di individuare altre modalità di risparmio richieste dalla legge di stabilità e che l’Istituto ha intenzione di realizzare non inviando l’OBisM a domicilio.Per quanto ci riguarda, abbiamo manifestato la nostra disponibilità a fare in modo che la conclusione di questa vicenda garantisca comunque i pensionati a ricevere quanto spetta lodo di diritto

Oggetto: Rapporto Eurispes Italia 2013

Anche quest’anno ha visto la luce il 25° Rapporto Eurispes Italia, che possiamo, in qualche modo, ritenere un “testimonial” della memoria storica del nostro Paese e dei suoi momenti più importanti. Dal Rapporto è emerso come la vulnerabilità della nostra società sia divenuta oramai evidente a tutti; quando si accentuano le disuguaglianze tanto più le società diventano fragili e questo porta alla distruzione delle risorse umane. La crisi non è solamente economica e politica ma è anche sociale, forse possiamo arrivare a dire che proprio l’emergenza etica ha innescato la crisi. Oggi, più che mai, siamo di fronte ad un cambiamento: le crisi, in quanto tali, obbligano ad una scelta ed ad un’assunzione di responsabilità; senza questa inversione di tendenza, il declino diventerà un dato di fatto. L’impoverimento del nostro Paese dipende dallo stock di ricchezza che non crea sviluppo, dall’immobilismo dei grandi patrimoni immobiliari che ristagnano. L’impoverimento dell’Italia è causato anche dal blocco anagrafico della trasmissione della ricchezza e del trasferimento dell’eredità; certamente è positivo l’aumento della speranza di vita ma questo porta a non generare nuovi flussi di ricchezza. Un altro aspetto è l’imprenditoria in Italia, ovvero il parco delle imprese italiane che, a parte qualche società di grandi dimensioni (Enel, Eni, Finmeccanica, Trenitalia) il resto è costituito prevalentemente nelle medie e piccole imprese, ed è proprio in quest’ultime che dobbiamo riporre fiducia piuttosto che assistere all’isolamento in cui sono piombate nell’ultimo periodo. Altro aspetto rilevante nell’economia nazionale è il dato preoccupante della spesa pubblica e della sua allocazione. In definitiva, per sbloccare l’economia del Paese servirebbe una nuova ingegneria di produzione della ricchezza nazionale, che faccia leva sulle imprese più dinamiche, su misure fiscali più eque e su una seria politica di redistribuzione della ricchezza. L’Italia, nonostante le sue difficoltà, ha le risorse per uscire dalla crisi ma bisogna superare la cultura del presente, con una classe dirigente che, con passione, costruisca il futuro, poiché la politica è una parte di una classe dirigente più ampia; ma per il cambiamento ci vuole la consapevolezza, l’ impegno e la partecipazione di tutti i cittadini perché le rivoluzioni nascono e si affermano prima di tutto dentro ognuno di noi.

MARZO

Oggetto: Chiarimenti Inps su L. 214/11

Come noto l’art. 24 del D.L. 201/11, conv. in L. 214/11 ha previsto, con decorrenza 2012, nuovi requisiti per la pensione di vecchiaia ed anticipata. L’Inps, con circolare n. 35 del 2012, ha fornito le prime istruzioni in merito all’applicazione dei requisiti predetti, ma stante i numerosi quesiti insorti, e sulla base di un parere del Ministero del Welfare, l’Istituto ha emanato un ulteriore e recente messaggio sull’argomento.

Soggetti che accedono a pensione con il sistema contributivo
Per i soggetti che accedono alla pensione con il sistema contributivo, continua ad applicarsi l’art. 1, comma 40 della L. 335/95, che prevede il riconoscimento dei contributi figurativi nei seguenti casi: assenza da lavoro per educare ed assistere i figli fino al sesto anno di età, per centosettanta giorni per ciascun figlio; assenza da lavoro per assistere i figli dal sesto anno di età oppure il coniuge o il genitore convivente in presenza di patologie di cui all’art. 3 della L. 104/92, per 25 giorni all’anno in un limite massimo di 24 mesi; in presenza dell’evento maternità, a prescindere dall’assenza dal lavoro, alla lavoratrice è riconosciuto un anticipo di età, rispetto al requisito di accesso alla pensione di vecchiaia, pari a 4 mesi per ogni figlio e nel limite massimo di 12 mesi. In alternativa all’anticipo, la lavoratrice può optare per la determinazione della pensione con il moltiplicatore di cui alla tab. A, come modificata dalla L. 247/07, relativo all’età di accesso alla pensione, maggiorato di 1 anno in caso di uno o due figli, e maggiorato di 2 anni in caso di 3 o più figli. Per le lavoratrici madri, che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia nel sistema contributivo, dal 2012, l’anticipo dell’età pensionabile in caso di maternità, è rapportato alle nuove età pensionabili introdotte dall’art. 24 del D.L. 201/11, conv. nella L. 214/11, adeguate agli incrementi della speranza di vita.

Supplementi di pensione nell’Ago e nella Gestione Separata
Per i supplementi di pensione, in relazione ai nuovi requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia introdotti dall’art. 24 L. 214/11, sia per il sistema misto che contributivo, il calcolo della quota di supplemento per le anzianità acquisite dal 2012 in poi, deve essere effettuato con il sistema contributivo, mentre nulla è cambiato per le anzianità maturate entro il 2011. Vi ricordiamo che i supplementi decorrono dal 1° giorno del mese successivo alla domanda.
Per quanto riguarda i supplementi su pensioni nell’Ago, come noto, il diritto agli stessi, per la contribuzione versata successivamente alla decorrenza della pensione, si consegue a domanda dopo 5 anni dal pensionamento o dal precedente supplemento; solo per una volta l’interessato può richiedere il supplemento anche dopo 2 anni, a condizione che sia stata compiuta l’età pensionabile. Ai fini dell’individuazione dell’età, e secondo i chiarimenti forniti dall’Inps, l’età anagrafica si cristallizza per coloro che hanno perfezionato i requisiti per la pensione di vecchiaia vigenti al 31/12/2011 se:
titolari di pensione di vecchiaia entro la predetta data; titolari di pensione di anzianità o pensione di vecchiaia nel sistema retributivo, misto o contributivo qualora abbiano compiuto l’età anagrafica vigente per la pensione di vecchiaia al 2011. La cristallizzazione opera anche per coloro che hanno perfezionato i requisiti anagrafici e contributivi per la pensione di vecchiaia al 2011, ma non ancora titolari di pensione entro la predetta data. Il diritto al supplemento si consegue comunque trascorsi due anni dalla decorrenza della pensione.
Per chi ha conseguito, anteriormente al 2012, la pensione di anzianità (retributivo o misto) o la pensione di vecchiaia nel contributivo e non ha perfezionato, entro il 2011, l’età pensionabile per la vecchiaia, vigente, si può dar luogo alla liquidazione del supplemento dopo due anni dalla pensione, purché l’interessato abbia, nel corso dei due anni, perfezionato l’età pensionabile, adeguata agli incrementi della speranza di vita, sempreché presenti domanda di supplemento successivamente allo scadere dei due anni.
Per chi matura i requisiti per il diritto a pensione di vecchiaia e anticipata dal 2012, ai fini della liquidazione del supplemento, si dovrà tener conto delle nuove età anagrafiche per l’accesso alla pensione di vecchiaia introdotte dall’art. 24 della “Manovra Monti”, adeguate agli incrementi della speranza di vita. Per quanto riguarda i contributi versati nella Gestione Separata INPS successivi alla decorrenza della pensione già liquidata, fermo restando che il riconoscimento del supplemento può essere richiesto trascorsi due anni dalla decorrenza e, successivamente, dopo cinque anni dal precedente supplemento, l’elevazione del requisito anagrafico previsto dalla riforma non assume alcuna rilevanza ai fini dell’acquisizione del diritto al supplemento stesso.

Pensione supplementare
Il lavoratore iscritto all’AGO, già titolare di altra pensione a carico di un Fondo sostitutivo esclusivo od esonerativo dell’AGO, può chiedere, a domanda, la pensione supplementare se possiede contribuzione versata non sufficiente per ottenere una pensione autonoma. Per le domande di pensione supplementare presentate dal 1° gennaio 2012 occorre fare riferimento alle nuove età pensionabili, di cui all’art. 24 della L. 214/2011, adeguate agli incrementi legati alla speranza di vita. Tuttavia l’Inps chiarisce che non verranno accolte le domande di pensione supplementare presentate nel 2012 da coloro che, in base ai requisiti vigenti al 31/12/2011 (vale a dire, 5 anni di ctb + 65 età + 1,2 importo A.S.), hanno già perfezionato un diritto autonomo a pensione nel sistema contributivo. Ciò in forza di quanto recita l’art. 5 della l. 1338/62 che riconosce il diritto alla pensione supplementare in assenza del perfezionamento del diritto autonomo. Detta domanda verrà respinta in quanto l’entrata in vigore della nuova normativa che ha innalzato i requisiti contributivi e anagrafici (20 anni di ctb e almeno 66 anni), non invalida il diritto acquisito al 2011.
Il chiarimento dell’Inps non può essere condiviso ed infatti la questione è stata affrontata dai legali dell’Inas, su un futuro eventuale contenzioso. Secondo i legali, la norma non attribuisce direttamente un diritto,ma una facoltà di chiedere la prestazione subordinata al requisito e ad una condizione ovvero pensione principale ed età pensionabile, conseguentemente insorge il diritto alla pensione supplementare a prescindere dall’epoca nella quale viene presentata.
Pensione supplementare a carico della gestione separata
Per gli iscritti dal 1° gennaio 1996 alla gestione separata che non perfezionano il diritto ad una pensione in regime autonomo, possono ottenere la pensione supplementare se titolari di un trattamento a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti o di una forma previdenziale esclusiva o sostitutiva dell’AGO, ovvero di una delle gestioni dei lavoratori autonomi o dei liberi professionisti.  L’Inps chiarisce che la pensione supplementare può essere liquidata anche nel caso in cui l’importo risulti inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale, pur in presenza dei requisiti di età anagrafica e contributiva per la pensione di vecchiaia, in regime autonomo, introdotti dalla legge 214/11 Maggiorazione convenzionale per pensione di inabilità
Per le pensioni di inabilità liquidate dal 1° febbraio 2012 la maggiorazione convenzionale, determinata secondo il sistema contributivo, andrà ad aggiungersi al montante individuale dei contributi posseduti all’atto del pensionamento, con un’ulteriore quota di contribuzione riferita al periodo compreso tra la decorrenza della pensione e la data di compimento del 60° anno di età dell’interessato, computata in relazione alla media delle basi annue pensionabili possedute negli ultimi 5 anni e rivalutate, indipendentemente dal sesso e dalla gestione che liquida la pensione ,e comunque fino ad un massimo di 40 anni di contribuzione.

Oggetto: Modifiche modello 730/2013 e relative istruzioni

Con provvedimento del 4 marzo u.s., l’Agenzia delle Entrate ha apportato a quello già pubblicato in data 17 gennaio 2013 (vedi voce del pensionato Gennaio 2013). Con l’occasione segnaliamo che la regione Veneto ha previsto, relativamente all’addizionale regionale, un’aliquota agevolata dello 0,9% a favore di: soggetti disabili ai sensi dell’art. 3, legge n. 104/1992, con un reddito imponibile per l’anno 2012 non superiore a 45.000 euro;contribuenti con un familiare disabile ai sensi della legge n. 104/1992, fiscalmente a carico con un reddito imponibile per il 2012 non superiore a 45.000 euro. In questo caso, qualora il disabile sia fiscalmente a carico di più soggetti, l’aliquota dello 0,9% si applica a condizione che la somma dei redditi delle persone di cui è a carico, non sia superiore a 45.000 euro. Per usufruire dell’aliquota agevolata dello 0,9%, deve essere barrata la casella “Casi particolari addizionale regionale” nel frontespizio del modello 730 (nel riquadro del domicilio fiscale).

Oggetto: Aggiornamento della “Guida Agevolazioni fiscali per i disabili”

E' disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) la versione aggiornata a marzo 2013 della “Guida alle agevolazioni fiscali per i disabili”, la quale tiene conto delle novità introdotte delle ultime disposizioni normative e dei più recenti documenti di prassi amministrativa, quali:l’aumento delle detrazioni Irpef per figli a carico portatori di handicap;  l’applicazione dell’Iva agevolata del 4% anche per l’acquisto di veicoli in leasing (risoluzione 66/E del 20 giugno 2012 dell’Agenzia delle Entrate), da richiedere solo in caso di contratto leasing di tipo “traslativo”, in cui si prevede, cioè, il trasferimento della proprietà del veicolo locato al soggetto utilizzatore, a fine locazione. Solo in questo caso si applicherà l’aliquota agevolata sia sul prezzo di riscatto del veicolo sia sui canoni di locazione finanziaria; l’esenzione dalla tassa annuale sulle imbarcazioni dei disabili con determinate patologie; le semplificazioni introdotte dal decreto legge n. 5/2012 riguardo alle certificazioni delle persone con disabilità.

Oggetto: Conguaglio fiscale pensioni ex-Inpdap

Ci sono pervenute numerose proteste da parte dei pensionati pubblici, nei confronti dell’ex Inpdap, per il fatto che quest’ultimo, senza alcun preavviso, ha corrisposto, nel mese di marzo, pensioni di importo esiguo (circa 2 Euro). Il problema nasce dall’applicazione della procedura relativa al conguaglio fiscale per l’anno 2012-2013, per i trattamenti pensionistici di importo superiore ad € 18.000,00, che hanno avuto il recupero del debito fiscale in un’unica soluzione, sulla rata del mese di marzo. Diversamente, per i pensionati con un trattamento inferiore ad €18.00,00 ha operato l’art. 38, comma 7, D.L. n. 78/10 conv. in l. 122/10, che stabilisce, per i debiti fiscali superiore ad € 100,00, la rateizzazione in un numero massimo di 11 rate, senza l’applicazione di interessi, da recuperare non oltre il mese di dicembre dello stesso anno. A seguito di ciò, siamo intervenuti nei confronti dell’Istituto per il suo ingiustificato comportamento e ci è stato assicurato che, dalla prossima mensilità di aprile, il residuo debito fiscale sarà recuperato in più rate, e fino al suo esaurimento, garantendo comunque il doppio del trattamento minimo Inps. Per coloro che hanno un trattamento pensionistico uguale o inferiore al doppio del minimo, il debito darà recuperato con la salvaguardia del limite del quinto della pensione.L’Inps, gestione ex-Inpdap, ha attribuito il disguido alla mancata autorizzazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, a non recuperare in forma rateale già a partire dalla rata di marzo. Appare ovvio che tali episodi non debbano più ripetersi, oltretutto senza una preventiva comunicazione, e che la pensione deve essere garantita sempre nel suo minimo di sussistenza vitale. Al riguardo, chiederemo un incontro urgente per trovare le possibili soluzioni a favore di chi oggi si è trovato con una pensione di pochi euro.

APRILE

Oggetto : INPS: conguaglio fiscale 2013 pensionati ex INPDAP

La Fnp-Cisl è riuscita ad ottenere il riaccredito della mensilità di marzo, per pensionati ex INPDAP che hanno percepito poco più di due euro. Infatti, l'INPS, nel messaggio n. 0005850 dell'8 aprile 2013, ha comunicato alle proprie Strutture che i pensionati i quali si trovano in situazioni di disagio economico a causa del conguaglio fiscale sulla rata di marzo 2013, possono ricevere, con apposita richiesta, la differenza fino a concorrenza dell'importo fino a due volte il minimo (€ 990,86). Al fine di salvaguardare queste particolari situazioni, i Direttori di Sede dovranno segnalare alla Direzione Centrale Previdenza Ufficio I° Pensioni le motivazioni del disagio al fine di ricevere indicazioni sulle modalità di pagamento straordinario ed alle modalità di recupero della somma anticipata nonché la procedura per i connessi adempimenti fiscali.

Oggetto: Imu e Tares- Decreto pagamento debiti PA

Vi riportiamo le principali novità in materia fiscale previste dal Decreto-legge del 8 aprile 2013 n. 35, recante “Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali” (GU n.82/2013)

TARES
Per il solo anno 2013, riguardo alla Tares operano le seguenti disposizioni:
la scadenza e il numero delle rate di versamento del tributo sono stabilite dal Comune con propria delibera da pubblicare almeno 30 giorni prima della data di versamento; ai fini del versamento delle prime due rate del tributo, ad eccezione dell'ultima rata, i comuni possono inviare ai contribuenti i modelli di pagamento precompilati già predisposti per il pagamento della TARSU o della TIA 1 o della TIA 2, o indicare le altre modalità di pagamento già in uso per gli stessi prelievi. Le somme sono scomputate dal calcolo dell'ultima rata dovuta per il 2013; la maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato è riservata allo Stato ed è versata in unica soluzione unitamente all'ultima rata del tributo, con F24 o utilizzando apposito bollettino di conto corrente postale. I comuni non possono aumentare la maggiorazione standard; i Comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione del tributo dei soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti urbani.

IMU
In riferimento all’Imu sono apportate le seguenti modifiche: riguardo l’obbligo dichiarativo, viene spostato il termine dagli attuali 90 giorni successivi alla data in cui ha avuto inizio il possesso o si sono verificate variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, al 30 giugno dell’anno successivo; dall'anno d’imposta 2013, le delibere di approvazione delle aliquote e della detrazione nonché i regolamenti dell'Imu devono essere inviati esclusivamente per via telematica, con inserimento nell'apposita sezione del Portale del federalismo fiscale, per la pubblicazione nel sito informatico istituzionale. I comuni sono anche tenuti ad inserire nella sezione gli elementi risultanti dalle delibere, secondo le indicazioni stabilite dal MEF, sentita l'ANCI L'efficacia delle delibere e dei regolamenti decorre dalla data di pubblicazione degli stessi nel sito; il versamento della prima rata è eseguito sulla base degli atti pubblicati nel sito di cui sopra alla data del 16 maggio di ciascun anno di imposta; a tal fine, il comune è tenuto ad effettuare l'invio entro il 9 maggio dello stesso anno. In caso di mancata pubblicazione entro il 16 maggio, i contribuenti effettuano il versamento della prima rata pari al 50% dell'imposta dovuta calcolata sulla base dell'aliquota e della detrazione dei dodici mesi dell'anno precedente; il versamento della seconda rata è eseguito, a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata, sulla base degli atti pubblicati nel sito al 16 novembre di ciascun anno di imposta; a tal fine il comune è tenuto a effettuare l'invio entro il 9 novembre dello stesso anno. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 16 novembre, si applicano gli atti pubblicati entro il 16 maggio dell'anno di riferimento oppure, in mancanza, quelli adottati per l'anno precedente.

Oggetto: riunione Inps su problematiche ex-Ipost

Nei giorni scorsi la FNP CISL Nazionale ha avuto un incontro con la Dirigenza dell’Inps sulle questioni relative ai pensionati ex-Ipost, per le quali avevamo, in precedenza, chiesto di affrontarle congiuntamente. Di seguito vi riportiamo l’esito del confronto sulle singole questioni. Autorizzazione ai versamenti volontari IL Polo di Roma Eur ha provveduto alla lavorazione delle richieste dei versamenti volontari definendo circa 4000 posizioni per il 2012. L'Inps ci ha comunicato che sta dando priorità alle domande riguardanti i salvaguardati mentre, per le restanti richieste che sono in attesa dell’autorizzazione, sarà opportuno effettuare un sollecito alla sede del Polo, per il tramite del Patronato. Situazione Salvaguardati Le certificazioni accolte dall’ex-Ipost sono circa 2.324, mentre quelle giacenti sono circa 350 per mancanza di delibera della DTL, di cui la maggior parte sono interessate anche alla doppia opzione (cessazione per accordo o versamento volontario); gli interessati saranno contattati telefonicamente dall’Istituto per l’invio della delibera della DTL da trasmettere al Polo di Roma. L’Istituto ci ha inoltre informato che, per quanto riguarda i 65.000 salvaguardati, non dovrebbero esserci problemi di capienza. Ricongiunzioni, computi e riscatti L’Istituto ha lavorato finora, circa 5000 pratiche di computo, 1650 di riscatti e 2500 di ricongiunzioni ex art. 2 L. 29/79, mentre per quelle che ricadono sotto l’art. 1 L. 29/79, ad oggi, non ne conoscono la quantità, e vengono lavorate manualmente, dando la priorità' a quelle prossime alla liquidazione della pensione. Infine, per quanto riguarda la L. 322/58 il programma informatico è pressoché definito. Le pratiche lavorate ai fini della maggiorazione art. 50 DPR 1092/73 sono circa 5.000. Legge n. 4/60 La rilevazione è quasi completata a livello centrale e le posizioni di coloro che hanno espresso la volontà di rinunciare alla pensione supplementare sono circa 90. Le rinunce sono state acquisite dalla sede di Pesaro ed è stato effettuato il rimborso della trattenuta. L'Istituto ha, inoltre, dichiarato che, a partire dal 2013, la trattenuta cautelare non verrà più effettuata e che, sei mesi prima del diritto alla pensione supplementare, verrà inviata una comunicazione all'interessato per informarlo della possibilità di richiedere la pensione supplementare, oppure rinunciarvi.Le posizioni interessate alla L. 4/60 sono circa 16.000, che devono essere aggiornate a partire dal 2003; di queste risultano sia posizioni a credito che a debito e, per circa 3.300, la trattenuta cautelare sarà restituita in automatico. Infine, 1.800 sono le pensioni di reversibilità per le quali deve essere restituita la trattenuta. L’Istituto ci ha, inoltre, comunicato che la trattenuta con la relativa misura sarà inserita soltanto nell’O-BisM del 2014, in quanto tutti i dati non sono stati ancora acquisiti dall'archivio Inps.Indebiti Gennaio e Febbraio 2013 per effetto dello scostamento dello 0,2% tra il 2011 e 2012 Le posizioni interessate sono circa 20mila; la loro ricostituzione avverrà entro giugno, tranne quelle interessate agli anni ininfluenti (L. 4/60). Arretrati in relazione alle richieste di ratei maturati e non riscossi I ratei liquidati nel 2012 sono circa 2.000 e dal 7 novembre u.s. il compito di provvedere alla loro liquidazione è stato trasferito alle sedi territoriali. Distacco sindacale – L. 300/70 Le pratiche sono circa 250 e saranno lavorate in funzione della priorità rispetto alla data di pensionamento.  Le quattordicesime liquidate per l’ex-Ipost, per gli anni 2010-2011 sono circa 250-300 mentre quelle del 2012 sono entrate nel sistema Inps, così come avvenuto per i modelli Cud, Obis-M e Red.Pensioni Privilegiate Con l’occasione abbiamo chiesto informazioni in merito alle pensioni privilegiate per le quali, pur non esistendone di nuove, è presente ancora un notevole arretrato per il quale verrà organizzato un corso di formazione specifico nel mese di maggio. Considerato che la normativa dell’ex-Ipost è simile a quella dei Fondi delle Ferrovie dello Stato, l’Istituto sta predisponendo un piano di trasferimento delle pensioni ex-Ipost presso i poli specialistici delle ferrovie già esistenti a livello regionale, da attuare entro il prossimo mese di giugno. Il decentramento riguarderà le prime liquidazioni, dirette ed indirette, e tutte le ricostituzioni contributive. A tal fine l’Istituto attiverà un programma di formazione per i funzionari dei poli FF.SS, entro il prossimo mese di maggio. Presso il polo di Roma Eur saranno gestite le pensioni privilegiate, le ricostituzioni contributive da definire, comprese le pensioni provvisorie, e tutto ciò che riguarda la gestione del conto assicurativo (ricongiunzioni, riscatti, computi, prosecuzione volontaria).

Oggetto: Avvio del “Programma Cura” per Anziani ed Infanzia

A seguito di un importante confronto, fra il Ministero della Coesione Territoriale e le parti sociali, ha inizio la fase di avvio del “Programma per i servizi di cura per l’infanzia e per gli anziani”. Le risorse del cosiddetto PAC (Piano Azione e Coesione), ammontano a 130 Milioni di Euro per l’area “anzianità e 120 Milioni per l’area “infanzia” e saranno distribuite tra le quattro regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). La formula di riparto utilizzata, è stata quella della “riprogrammazione dei Fondi strutturali Europei”, voluta fortemente dalla Cisl e dalla Fnp, per concentrare le risorse su temi prioritari per le Regioni del Mezzogiorno. Le risorse avranno la caratteristica di essere risorse aggiuntive che si affiancheranno alla spesa ordinaria, favorendo il mantenimento dei livelli di servizio già garantiti. Il Programma coinvolgerà più Ministeri, come quello dell’Interno, il Ministero del Lavoro ed il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, affiancati da una rappresentanza delle parti sociali. Al fine di una più proficua azione di dialogo tra i territori e l’ Organismo di Indirizzo e Controllo, la Cisl e la Fnp hanno chiesto di far parte integrante della commissione di monitoraggio. I principali beneficiari saranno gli ambiti socio-sanitari delle regioni coinvolte nel programma e per accedere alle risorse dovranno presentare all’Autorità Responsabile del Programma, uno o più progetti per il rafforzamento dei servizi di cura a favore degli anziani e dell’infanzia. A questo proposito, è necessario che il Sindacato apra tavoli formali di confronto con i Comuni capofila degli Ambiti o dei Distretti, che dovranno redigere i progetti stessi, coerentemente alla programmazione socio sanitaria del territorio e non una pianificazione a “latere”. Possibilmente sarebbe opportuna la sottoscrizione di un protocollo tra le OO.SS, i Comuni e le ASL sulle modalità di partecipazione alla stesura del piano. A partire da metà Aprile, il Ministero della Coesione Territoriale, renderà disponibili sul sito web del Programma, i Formulari e le Linee Guida, ed entro 6 mesi dalla pubblicazione, i progetti dovranno essere presentati. La procedura non sarà competitiva e non vi saranno graduatorie, sarà favorita la tempestività di coloro che coglieranno questa importante opportunità di miglioramento ed innovazione. I progetti potranno trovare attuazione entro l’anno 2014. I fondi assegnati saranno finalizzati esclusivamente alla realizzazione di progetti socio- sanitari previsti dal Piano Azione e Coesione. Ciascun ambito riceverà un’anticipazione che sarà definita sulla base di calcoli che terranno conto della dimensione del finanziamento assegnato e del cronoprogramma di spesa. Il Programma prevederà un meccanismo di controllo e monitoraggio attraverso punti informativi atti a sostenere l’effettivo utilizzo delle risorse da parte di tutti i territori coinvolti. Una forte sinergia e collaborazione ha caratterizzato il lavoro fra la Cisl e la Fnp per definire regole e criteri di accesso al riparto.

Oggetto: Bando di concorso per soggiorni e itinerari

Vi inviamo il bando di concorso inerente i “Soggiorni e Itinerari Ben Essere” per la stagione 2013, pubblicato dall’INPS. Il bando riguarda circa 7.000 utenti di Istituti confluiti nell’INPS, ossia della Gestione dei Pensionati Pubblici (ex INPDAP), i loro coniugi e i loro familiari conviventi; i pensionati Gestione Magistrale (ex ENAM), i loro coniugi, i familiari conviventi e i loro orfani minorenni; nonché i pensionati postali (ex IPOST), i loro coniugi e familiari conviventi. L’iniziativa ha tra gli scopi istituzionali l’erogazione di prestazioni sociali e, tra le attività, è prevista la concessione di soggiorni e itinerari in favore di pensionati autosufficienti e non, avendo come obiettivo la valorizzazione e la conservazione dell’autosufficienza, nonché il sollievo e l’assistenza dell’ospite non autosufficiente e dei suoi familiari. Le domande dovranno essere trasmesse per via telematica entro e non oltre le ore 12,00 del 9 maggio 2013.
La procedura e le relative informazioni sono accessibili sul sito www.inpdap.gov.it e su quello dell’INPS www.inps.it, selezionando “servizi per il cittadino” e, dopo aver inserito il PIN, aprire “servizi ex INPDAP”.
Ulteriori informazioni sono reperibili attraverso il contact-center, al numero gratuito 803164 solo da rete fissa; da cellulare invece chiamare il numero a pagamento 06164164.

Oggetto: Programma Nazionale sulla Disabilità

Con la Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità dell’ONU, le persone con disabilità divengono parte integrante della società e lo Stato deve garantire loro la piena partecipazione alla vita sociale. E’ un modello basato sul rispetto dei diritti umani, che valorizza la diversità di genere, di cultura, di lingua, di condizione psico-fisica. Il cambiamento di prospettiva è profondo, perché i principi generali della Convenzione Onu superano la visione delle persone con disabilità come malati e minorati, sottolineando la non discriminazione, l’inclusione, la parità fra uomo e donna, l’accessibilità. La ratifica della Convenzione ONU, avvenuta con la Legge 18 del 3 Marzo 2009, impegna lo Stato Italiano ad aggiornare e migliorare le legislazioni e le politiche sociali indirizzate alle persone con disabilità. La Fnp ritiene un importante passo per il nostro Paese l’adozione del Programma Nazionale Biennale sulla Disabilità, che scaturisce dalla ratifica della Convenzione ONU, ne condivide le proposte innovative e la promozione dei diritti delle persone con disabilità, e rappresenta un primo importante contributo alla definizione di una strategia italiana su questo tema. Il programma si presenta come un insieme di proposte, che pongono l’attenzione sulle persone con disabilità, sulle persone non autosufficienti con disabilità e la loro effettiva partecipazione alla società. Il programma è stato approvato dall’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e segna un importante risultato di unione e condivisione con l’Europa.